Che cosa c’è di certo e realizzabile nei provvedimenti che le autorità stanno assumendo per fare fronte sul piano economico e sociale all’emergenza del Coronavirus? Su che cosa possiamo realmente contare, già oggi, e poi a breve e a medio termine?

Regnano l’incompetenza e l’incapacità, nascosta e protetta dallo scudo della burocrazia e delle logiche lobbistiche. Buona parte delle misure annunciate sono perlopiù confuse, vaghe, colpevolmente complesse e figlie di una formazione e di una cultura politica inadeguata alle enormi difficoltà del momento.

Navighiamo a vista, in attesa che qualcosa accada.

Qualche esempio, pochi e del tutto non esaustivi.

I versamenti tributari e contributivi di aprile (in scadenza la prossima settimana) e di maggio  saranno sospesi, con una serie di distinguo che qualche docente di diritto tributario ci dovrà aiutare a interpretare;

per la gestione dei pagamenti della cassa integrazione , il modello cartaceo “SR41”  sarà definitivamente dismesso, perché l’attuale contesto induce l’INPS (messaggio 1508/2020) “ad accelerare sul fronte dello snellimento di alcune procedure”;

la cassa integrazione sarà  anticipata, ai lavoratori che ne fanno richiesta , dalle banche entro il 15 aprile;

la cassa integrazione, ora spettante ai lavoratori dipendenti in data 23 febbraio 2020,  sarà estesa anche a quelli assunti fino al 17 marzo 2020;

per le colf e le badanti (in regola) sarà  istituito un nuovo ammortizzatore sociale, per il loro sostegno reddituale;

per le colf e le badanti in nero nulla si sa, eccetto che sono tante.

Questo sopra è un piccolissimo elenco di ciò che sarà o dovrà essere e chi fosse interessato potrebbe integrarlo.

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