Un braccialetto che lancia l’allarme in casi di situzioni a rischio, l’analisi di una serie di target molecolari del virus di Covid-19 e avatar robotici in telepresenza, dispositivi che possono aiutare i pazienti, magari in isolamento da settimane, a contattare i loro parenti senza esporre a rischio lo staff sanitario e i propri cari, mascherine riutilizzabili e facilmente disinfettabili, basate sull’uso di materiali funzionalizzati, un software open source che permette di misurare la temperatura corporea attraverso le termocamere. Sono progetti dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova che in questo periodo di emergenza, ha focalizzato l’attività di ricerca in base alle necessità provenienti dal personale medico.

Il braccialetto

Il braccialetto messo a punto dall’Iit serve a supportare le persone che, per necessità, devono affrontare i rischi di entrare in contatto con il Coronavirus durante l’attività lavorativa o le attività quotidiane. Questo prototipo è composto da un braccialetto sensorizzato in grado di monitorare i parametri umani e inviare degli avvisi acustici quando la temperatura corporea supera i 37.5°C. Inoltre, il dispositivo è in grado, usando le stesse frequenze del Bluetooth, di monitorare la distanza tra le persone rilevando il movimento corporeo e la distanza da altri braccialetti dello stesso tipo. Quando due braccialetti sono in prossimità, vibrano ed emetteno un segnale acustico. In questo modo le persone potranno essere più consapevoli e pronte a mantenere la corretta distanza di sicurezza.

Il dispositivo può essere usato sia in ambienti chiusi (fabbriche o uffici), sia all’esterno (villaggi turistici, club sportivi o parchi) dove i sistemi di tracciamento dei contatti o della temperatura possono risultare costosi e poco efficaci.

La trasformazione di questo prototipo in un prodotto disponibile al grande pubblico necessita del coinvolgimento di aziende e investitori pronte a supportare la fabbricazione del dispositivo su larga scala e in tempi brevi.

Simulazione molecolare

L’Istituto ha inoltre analizzato una serie di target molecolari del virus di Covid-19 e fatto screening in silico di un database di oltre 3000 farmaci approvati da Fda. L’obiettivo del progetto è quello di eseguire in tempi brevi il drug repositioning di alcuni farmaci. Questo è un processo più rapido rispetto allo sviluppo di nuovi farmaci per contrastare il virus.

Robotica

Il progetto Low Hanging Fruits (Lhf) è chiamato così per sottolineare l’importanza della ricerca robotica fatta negli ultimi decenni che permette, oggi, di poter sviluppare soluzioni rapide ed efficaci per sopperire a situazioni di emergenza e imprevisti. A Morego è stata ideata la soluzione dii avatar robotici in telepresenza, dispositivi che possono aiutare i pazienti, magari in isolamento da settimane, a contattare i loro parenti senza esporre a rischio lo staff sanitario e i propri cari.

«Il nostro primo progetto, LHF-Connect – si legge nel sito di Iit – è un robot avatar in telepresenza basato su un iPad controllato a distanza. Il prodotto può essere assemblato, in autonomia e in pochi giorni, usando dispositivi commercialmente disponibili. Stiamo anche sviluppando delle applicazioni che consentano l’utilizzo autonomo da parte di pazienti allettati. Il movimento, basato sull’integrazione con un robot aspirapolvere, consente a questo avatar robotico di spostarsi tra le stanze senza contatto diretto tra il paziente e il personale sanitario. Grazie ad un accordo con iRobots, uno dei maggiori produttori al mondo di robot aspirapolvere, siamo in grado di fornire aggiornamenti specifici basati sul software usato sui loro dispositivi».

LHF-Connect mette in contatto persone che si trovano in isolamento, in ospedale o in quarantena, con i loro cari o con medici consulenti senza che questi debbano avvicinarsi fisicamente. Può anche portare piccoli oggetti e monitorare l’ambiente. È uno strumento che è possibile realizzare con costi limitati (circa 1200 euro) utilizzando tecnologie diffuse e disponibili on-line in pochi giorni.

Per realizzare un robot LHF-Connect non sono necessarie competenze tecniche particolari. Il progetto è open source, ed il software è scaricabile con facilità.

Misurazione della temperatura corporea con le termocamere

Inoltre l’Iit ha diffuso un progetto open-source per la misurazione automatica della temperatura corporea delle persone grazie all’uso di termocamere (AI Thermometer). Il software può essere liberamente utilizzato a fini non commerciali e può essere utile per una prima rilevazione automatica degli stati febbrili. Il software prima individua le persone tramite un detector standard che rileva la figura corporea dei soggetti e poi identifica un punto del viso sul quale misura la temperatura.

Il sistema funziona sia con termocamere radiometriche sia con termocamere non calibrate radiometricamente. In quest’ultimo caso, è necessaria la presenza di un corpo a temperatura nota da usare come riferimento e la sua posizione e temperatura devono essere dati in input dall’utente.

 

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