Saranno parecchi gli esercizi pubblici a non riaprire in Liguria dopo la chiusura forzata causa coronavirus.

Alessandro Cavo, presidente Fipe-Confcommercio Liguria, la Federazione pubblici esercizi, non va per il sottile alla vigilia della Fase 2 che però non riguarda ancora i locali pubblici come bar o ristoranti, la cui riapertura sembra essere confermata per il primo giugno. Ammesso l’asporto, ma il danno per molti sembra davvero irreparabile.

«Sono orgoglioso di quello che ha detto il nostro direttore nazionale Roberto Calugi ieri in audizione», afferma Cavo (qui l’articolo di Bj Liguria).

Le richieste sono principalmente: stop a Tari e a tassa di occupazione suolo. «Il Comune di Genova ci sta ascoltando – comunica Cavo – da giovedì scorso per esempio abbiamo la possibilità di effettuare la pratica con un click e la gratuità sia per gli ampliamenti sia per i nuovi dehors». Savona ha attuato riduzione di canone in questa direzione, mentre Sanremo ha deciso per la gratuità.

Alessandro Cavo

La Fipe in ogni caso spinge per dare facoltà di aprire quanto prima, ma «senza contributi a fondo perduto per il fatturato perso non riusciamo a riaprire – dichiara Cavo – e molti non riapriranno più a prenscindere da contributi. Il governo ha fatto una scelta in favore dell’indebitamento, sbagliando tutto».

L’altra questione ancora aperta è avere un riscontro sulle regole: «Per ora non c’è stato a livello nazionale», commenta amaramente Cavo.

La Fipe ha presentato un protocollo sulla riapertura in salubrità: un documento sulla valutazione dei rischi. «Vogliamo avere un interlocutore per sapere se va bene – dice Cavo – in Svizzera ogni categoria è stata coinvolta nel piano per la sanificazione, chiedono alle categorie di farsi avanti, cosa che ha fatto la Regione Liguria per esempio, a cui abbiamo inoltrato come Fipe il protocollo elaborato con i sindacati Ristoranti, Bar e Locali da ballo. Proponiamo qualcosa per stare in piedi».

Il dehors potrebbe davvero essere una discriminante per pensare a una riapertura, ma è chiaro che alcuni locali piccoli e stretti non potranno comunque riaprire.

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