Le Borse europee risentono del nulla di fatto all’Eurogruppo, che proseguirà oggi con l’obiettivo di trovare un accordo sulle misure da adottare per affrontare la crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus.

Avvio negativo dunque a Milano, dove l’indice Ftse Mib segna in partenza un ribasso dell’1,15%; calo anche per l’Ftse All share, -0,84%. Prevalenza di vendite in apertura anche sui principali mercati azionari europei: Londra in avvio segna un calo dell’1,40%, Parigi un ribasso dello 0,92% e Francoforte dello 0,53%.

Seduta a due facce per i mercati asiatici: quasi tutti i listini chiudono negativi e incerti, mentre Tokyo ha segnato un buon rialzo, soprattutto grazie allo yen che torna a deprezzarsi sul dollaro e sull’euro, facilitando così le esportazioni nipponiche. In Giappone, dove gli investitori continuano anche a essere fiduciosi sulla fase di rallentamento dei livelli di mortalità della pandemia del coronavirus a livello globale, l’indice Nikkei ha segnato un rialzo in chiusura del 2,13%.

A Piazza Affari i principali ribassi sono del comparto bancario: Unicredit, verso l’assemblea di domani, segna -2,74%. Ubi Banca -2,69% nel giorno dell’assemblea, Mediobanca -2,56%, Intesa Sanpaolo -2,25%. Spicca Leonardo con un rialzo del 4,86%, in controtendenza Banca Mediolanum (+2,90%), bene anche Diasorin (+2,32%).

Anche l’andamento dello spread risente del rinvio dell’Eurogruppo e sale a 213 punti base, con il rendimento del Btp decennale benchmark che schizza a 1,78%.

Il prezzo del petrolio torna a salire dopo lo scivolone degli ultimi due giorni. Il Wti guadagna il 6,4% a 25,15 dollari al barile, dopo aver perso il 17% tra lunedì e martedì. Il Brent sale del 3,3% a 32,91 dollari.

I cambi: l’euro passa di mano a 1,0858 dollari e a 118,145 yen. Dollaro/yen 108,796.

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