Il Teatro Carlo Felice ha visto accolta la proposta al tavolo dell’Anfols (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche) la propria proposta di chiedere una moratoria sul pagamento 2020 della cosiddetta “quota Bray” che le Fondazioni devono versare ogni anno e che per il teatro genovese ammonta a 405 mila euro.

«Una prima richiesta per fronteggiare la crisi del settore viste le disposizioni del dpcm per  contenere la diffusione del coronavirus Covid-19», afferma il sovrintendente Claudio Orazi, che nel frattempo ha anche incontrato i sindacati, promettendo a breve misure su come vada gestita la quotidianità dei dipendenti del teatro.

«Con le altre Fondazioni – chiarisce Orazi – stiamo lavorando per avere una posizione unitaria anche sugli aspetti di organizzazione del lavoro all’interno del teatro, sulle modalità di impiego delle risorse umani stabili, dagli amministrativi agli orchestrali sino ai membri del coro. Appena avremo regole codificate lo comunicheremo al più presto». Per esempio la distanza minima di un metro da rispettare per ridurre le possibilità di contagio, mette in difficoltà anche le prove orchestrali.

A breve il teatro comunicherà le modalità di rimborso dei biglietti venduti e l’eventuale recupero.

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