In questa fase di emergenza molte imprese italiane stanno facendo uno sforzo per riuscire a proseguire la propria attività anche a distanza, quando possibile, attraverso l’uso dello smartworking. Ma non tutte sono attrezzate sotto il profilo tecnologico per assicurare una connessione ai dati aziendali da remoto e un’adeguata protezione dagli attacchi informatici.

In Liguria circa il 40% delle aziende è dotato di sistemi cloud: si tratta di una tecnologia fondamentale per garantire una più agile transizione delle attività svolte all’interno degli uffici in modalità “smart”.

Il dato ligure è il terzo migliore d’Italia, dopo Trentino Alto Adige (51%) e Lombardia (42%). In Liguria però solo un’impresa su tre è fornita anche di sistemi di cybersecurity per proteggere i propri dati. Un valore leggermente inferiore alla media del Nord Ovest (34%).

Il quadro emerge dall’analisi di Unioncamere svolta sulle 18 mila imprese che hanno svolto online il test di maturità digitale attraverso i Punti impresa digitali (Pid).

Nord più attrezzato, Sud ancora indietro

In Italia quasi 4 aziende su 10 sono dotate di sistemi cloud, 3 imprese su 10 sono equipaggiate per proteggere le connessioni da remoto con strumenti necessari per garantire sicurezza nella gestione dei dati.

Sono in particolare le imprese del Sud le meno attrezzate tecnologicamente ad accogliere i nuovi modelli organizzativi di lavoro agile: soltanto il 27% ha un cloud e il 17% possiede strumenti per l’utilizzo a distanza dei dati in sicurezza. Le più equipaggiate appaiono invece le realtà del Nord-Ovest per l’uso di sistemi cloud (40%) e quelle del Nord est per l’adozione di strumenti di cybersecurity (37%).

Guardando il dettaglio regionale, le imprese del Trentino Alto Adige sono le più strutturate a raccogliere la sfida del lavoro “smart”: 1 su 2 dichiara di avere sistemi di cloud e di protezione dei dati per le connessioni da remoto. Più in affanno sembrano invece le aziende del Molise per la presenza di cloud, solo il 22% dispone di questi sistemi, e le imprese siciliane per l’uso di sistemi anti hacker, appena il 13% dichiara di utilizzarli.

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