Quando si dice polpettone genovese si intende in genere quello di patate e fagiolini o patate e verdure varie. In  Liguria, però, come altrove, nelle famiglie si è sempre consumato anche il polpettone di patate e carne, l’equivalente, come dice il nome, di una grossa polpetta, che non viene fritta ma cotta in forno, quindi con minore impiego di grassi e anche con meno lavoro. Lo si fa con avanzi di carne o salumi. Il bollito si riconverte bene in umido, con il sugo di pomodoro e i funghi secchi, oppure in insalata fredda insieme a uova sode e sottaceti, mentre gli avanzi eterogenei, un pezzetto di arrosto, qualche fettina avanzata, fette di salame, mortadella, prosciutto, ecc … possono finire nel polpettone insieme alle patate. Ottima fine, perché questo piatto, pur ispirato a criteri economici, se ben preparato è molto gustoso.

E a noi viene bene, in questi giorni di clausura, perché ci consente di utilizzare a pieno quello che abbiamo in casa, risparmiandoci magari qualche uscita, per quanto lecita.

Per sua natura il polpettone varia negli ingredienti, si mette quello che c’è, fermo restando che le patate non possono mancare. Vediamo comunque quale potrebbe essere una versione base.

Ingredienti: 500 gr di patate, 300 grammi di carne bovina, 200 grammi tra mortadella e prosciutto cotto, 100 grammi di parmigiano grattato, quattro uova, 1 o 2 spicchi d’aglio, noce moscata q.b., sale q.b., 5 cucchiai d’olio d’oliva extravergine.

Fate bollire le patate e spellatele. Per quanto riguarda la carne, deve essere tutta cotta. Se insieme ad avanzi di bollito, arrosto, umido, o al posto di essi avete carne cruda, cuocetela. Poi tritatela insieme ai salumi. Con il mixer frullate l’aglio con le uova. In una ciotola mescolate le patate con la carne e i salumi, aggiungete le uova sbattute con l’aglio, il parmigiano grattugiato, un po’ di noce moscata in polvere, sale.

Foderate la teglia con carta da forno, ungete la carta con un cucchiaio d’olio e corspargetela di pane grattato. Sopra versate l’impasto, livellatelo bene e copritelo con un altro velo di pane grattato. Fate cuocere in forno a 200 gradi per tre quarti d’ora. Buono caldo, tiepido e a temperatura ambiente, magari accompagnato a una salsa di pomodoro.

Da provare con un rosso della Val Polcevera.

Placet experiri!

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