Multe salate, da 400 a 3000 euro, per chi viola le regole anti contagio. Punizione col carcere da uno a cinque anni per chi è in quarantena positivo al coronavirus ed esce intenzionalmente di casa violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione.

Queste le novità del nuovo decreto legge del governo che entra in vigore oggi, ma che lascia la possibilità per singole Regioni di adottare misure più dure di quelle nazionali se il contagio si acuisce, ma in coordinamento con il governo.

Qui il testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il ministero dello Sviluppo economico ha anche aggiornato i codici ateco delle aziende che possono restare aperte.

Sono spariti i codici 13.94 (fabbricazione di spago, corde, funi e reti), 22.1 (fabbricazione di articoli in gomma), 46.69.19 (commercio all’ingrosso di altri mezzi e attrezzature da trasporto), 46.69.20 (commercio all’ingrosso di materiale elettrico per impianti a uso industriale).

Aggiunti invece 23.13 (fabbricazione di vetro cavo), 25.21 (fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale), 25.92 (fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo), 27.2 (fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici), 28.29.30 (fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e l’imballaggio) e 78.2 (attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale).

Alle imprese che non erano state sospese dal Dpcm del 22 marzo 2020 e che, per effetto del presente decreto, dovranno sospendere la propria attività, sarà consentita la possibilità di ultimare le attività necessarie alla sospensione, inclusa la spedizione della merce in giacenza, fino al 28 marzo 2020.

Qui il testo aggiornato coi codici: decreto ministeriale Misei 25-03-20 nuovi codici Ateco

 

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