Un ruolo non più solo istituzionale, ma di vero networking tra chi fa business nel Principato di Monaco.

L’Associazione imprenditori italiani a Monaco si rinnova dopo 16 anni di attività. Lo racconta il presidente, il genovese Giovanni Paolo Risso: «Inizialmente si trattava di un’iniziativa circoscritta, tra amici stabiliti da tempo a Montecarlo. Si voleva dare vita a un’associazione che raggruppasse un po’ sia Confcommercio sia la Confindustria locale».

L’Aiim è nata 16 anni fa per volontà di alcuni imprenditori italiani che risiedono a Montecarlo. La prima presidente è stata Fernanda Casiraghi, mamma di Stefano Casiraghi e nonna di Pierre e Andrea Casiraghi, suocera Carolina di Monaco. Successivamente la presidenza è stata assunta da Niccolò Caissotti di Chiusano. Dall’anno scorso a guidare l’Associazione è Giovanni Paolo Risso, che, dopo anni in Cambiaso Risso, si occupa soprattutto di mercato immobiliare a livello europeo. L’Aiim è riconosciuta ufficialmente dal governo monegasco.

Risso è anche membro del Consiglio economico e sociale di Monaco.

Giovanni Paolo Risso (a sin.) con il Ceo di Forbes Monaco Luiz Costa

Vicepresidente è Dario Cassano
Segretario generale: Federica Nardoni Spinetta
Tesoriere: Alberto Domenico Vitale

I consiglieri sono 12: Giuseppe Ambrosio, Riccardo Arvati, Niccolò Caissotti di Chiusano, Dario Cassano, Gianluca Fossat, Fabrizio Gibelli, Giorgio Mancassola, Federica Nardoni Spinetta, Franca Pastore Trossello, Giovanni Paolo Risso, Stanislao Smurra, Alberto Domenico Vitale.

Dopo tutti questi anni era però necessario un ringiovanimento dello staff e un cambiamento del ruolo stesso dell’Associazione: «Abbiamo intenzione di renderla maggiormente un supporto per gli imprenditori italiani qui, per scambiarsi contatti e lavorare insieme. Stiamo anche organizzando una serie di commissioni per settore di attività».

In totale i soci sono circa 200, aumentati proprio negli ultimi tempi: «Abbiamo nomi importanti, cito per esempio la famiglia Ferrero – rimarca Risso – è anche merito del fatto che oggi Monaco è un Paese che ha aderito a tutte le normative europee, non è più un paradiso fiscale». Circa il 30% è composto da imprenditori liguri: «Monaco è la Genova che vorrei – afferma Risso – è che purtroppo caratterialmente facciamo fatica a fare sistema. Qui è diverso». Nel consiglio c’è anche un’altra ligure: Federica Nardoni Spinetta, presidente della Camera della Moda di Montecarlo.

L’obiettivo è anche favorire rapporti professionali con il resto del mondo, promuovendo la condivisione con altri club di affari, a partire da quelli greci, russi e inglesi. A livello di popolazione il numero di monegaschi, italiani e francesi è più o meno simile (gli italiani sono oltre 5 mila), mentre 10 mila persone hanno altre nazionalità.

Oltre ai business tradizionali legati allo yachting e al real estate, il settore in grande crescita, spiega Risso, è quello della ristorazione, con tanti piccoli e medi imprenditori che si stanno affacciando sul Principato.

Il cda dell’Aiim mostra l’assegno simbolico di beneficenza con la cifra raccolta per l’Airc

Nel frattempo sono stati programmati eventi ogni due mesi circa. L’anno scorso il tradizionale galà dinner ha consentito di raccogliere 10 mila euro per l’Airc. Sono state inoltre premiate le donne imprenditrici e confermata la presenza alla fiera del lusso e della moda. «Vogliamo rendere la presenza degli italiani a Monaco più incisiva, del resto il governo monegasco, che vive di iva all’80%, ha particolare rispetto per gli italiani, che sono dei big spender».

Diego Munafò è il responsabile amministrativo e presto avrà un aiuto ulteriore: «Stiamo incrementando la segreteria – afferma Risso – proprio per fornire informazioni utili. Anche chi volesse cominciare a fare business nel Principato può scriverci per essere indirizzato e avere indicazioni su come operare».

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