Il presidente della Regione Giovanni Toti ha firmato un’ordinanza entrata in vigore a mezzanotte «per chiedere ai sindaci liguri di individuare e chiudere i luoghi atti a creare potenziali assembramenti di qualsiasi genere (a loro discrezione e con possibilità di variare le aree interdette per i giorni festivi e feriali), ribadendo il divieto assoluto per tutti di recarsi nelle seconde case di villeggiatura».

«Questo fine settimana – ha detto ieri sera Toti facendo il punto sull’emergenza, insieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale, all’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, al sindaco e presidente di Anci Marco Bucci e al direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino Matteo Bassetti – è fondamentale quindi invito davvero tutti a rimanere a casa. Come ci aspettavamo, stiamo raggiungendo il picco della curva dei contagi. Questo comporta dolorose perdite, che abbiamo avuto anche oggi. La Liguria è quinta in Italia per incidenza del virus rispetto alla popolazione: lo sforzo del nostro sistema sanitario è assoluto. Rispettare le regole e fare ciascuno la propria parte è fondamentale, adesso più che mai. Oggi il rischio è troppo elevato ed è troppo elevato il numero decessi e ricoveri per consentirci leggerezza»

IL presidente della Regione ha spiegato che se il governo dovesse intervenire con un proprio dpcm su queste materie, la misura nazionale prevarrà rispetto all’ordinanza regionale. Circa l’ipotesi di chiudere i negozi di alimentari e i supermercati la domenica, Toti si è detto contrario perché «cambiare in corsa gli orari di apertura comporterebbe senza dubbio una corsa agli acquisti mentre la nostra priorità è evitare ogni possibilità di affollamento. Chiedo quindi uno sforzo alle aziende per aumentare se possibile il personale per garantire aperture in orari il più ampi possibili per ridurre la densità di persone all’interno. Ci auguriamo che queste misure evitino quello che abbiamo purtroppo visto nelle scorse settimane, per cui stiamo pagando un prezzo molto, molto salato. Abbiamo davanti ore molte complesse e stiamo lavorando ancora per aumentare i posti letto».

A questo proposito, Viale ha spiegato che «secondo il cronoprogramma entro domani 21 marzo avremo 133 posti in terapia intensiva e 704 di media intensità con la prospettiva di un ulteriore aumento. In questo momento gli ospedali non sono più com’eravamo abituati a vederli. L’invito che anche un’infermiera di un reparto di terapia intensiva mi ha pregato di rivolgere a tutti i cittadini è di stare a casa: quello che si vive nei reparti non si è ancora compreso fino in fondo. Prosegue, intanto, il lavoro per garantire i rifornimenti di dispositivi di protezione individuale con donazioni anche da parte dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri. Oggi ne abbiamo distribuito 10mila alle pubbliche assistenze, 4mila monostrato e 6mila a 3 strati. Una buona notizia riguarda le donazioni di sangue, che stanno continuando a garanzia dei 1800 pazienti liguri che ogni giorno ne hanno bisogno».

Circa le assunzioni di personale sanitario, «a oggi siamo arrivati a 152 assunzioni secondo un prospetto che prescrive un incremento degli organici in tutte le aziende liguri». Circa le Rsa, «abbiamo inviato le modalità per la tutela della salute degli operatori. È chiaro che vanno individuati luoghi per l’isolamento degli ospiti che presentino sintomi. L’attenzione è alta e per questo nelle prossime ore verrà stipulato un contratto con una residenza che sarà dedicata all’accoglienza di 70 ospiti che presentino sintomi riconducibili al Covid-19».

Giampedrone è intervenuto sulla gestione della Costa Luminosa che è salpata dalla Francia ed è attesa a Savona nelle prime ore di domani. «A bordo – ha spiegato – ci sono ancora circa 700 passeggeri oltre a circa 800 membri dell’equipaggio. È stata convocata una riunione del Ccs in prefettura per gestire quella che a ora non è un’emergenza ma un’operazione delicata di protezione sia civile sia sanitaria perché a bordo ci sono alcune persone malate. I primi a salire a bordo saranno i medici della Sanità marittima. In prefettura si deciderà insieme a Costa come procedere per far rientrare a casa i cittadini di 32 nazionalità diverse. Abbiamo ripetuto anche oggi che per noi le operazioni dovranno concludersi entro 48 ore: questo è il tempo che abbiamo ritenuto congruo per la sosta della nave nel porto di Savona. La Liguria è tra le regioni più colpite dal Covid-19 e riteniamo che Savona non sia il luogo idoneo per l’eventuale quarantena della nave: non potremmo reggerla né dal punto di vista sanitario né da quello di protezione civile. Lo abbiamo detto anche al Dipartimento nazionale, ben consapevoli del principio solidaristico per cui il nostro impegno sarà massimo per accompagnare a casa il numero maggiore possibile di ospiti»

 

 

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