«Dopo le mobilitazioni di questi giorni per chiedere sicurezza per chi lavora in ArcelorMittal – dichiara Bruno Manganaro, segretario generale Fiom Cgil – oggi è stato finalmente firmato un accordo che affronta seriamente i termini della questione sulla situazione sanitaria in azienda. Insieme al sito di Novi Ligure abbiamo chiesto ed ottenuto il ritiro della cassa integrazione per crisi e ad aprire le procedure di cassa per questioni sanitarie. Inoltre è stata definita una procedura per sanificare gli impianti, e più in generale tutte le aree aziendali. Tale percorso sarà verificato da un comitato di controllo nel quale saranno presenti anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Sinché la situazione non sarà sotto controllo gli impianti saranno fermi e i lavoratori saranno coperti dalla cassa integrazione. È evidente che se ci si mette attorno ad un tavolo, seppur virtuale come quello di oggi in conference call, e si affronta la discussione seriamente, le soluzioni si trovano».

Un’intesa è stata raggiunta anche a Taranto, dove, tra l’altro, ArcelorMittal ha annunciato ai sindacati le temporanee fermate degli impianti Altoforno 2, Treno nastri 1 e Acciaieria 1, che si giungono a quelle comunicate venerdì scorso di Treno lamiere, Finitura lamiere, Ossitaglio e Zincatura 2.

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