Il consiglio dei ministri ha varato un decreto legge per le misure di sostegno e di spinta alle attività economiche.

Cinque gli assi di azione del cosiddetto decreto Marzo: un sostegno al sistema sanitario nazionale, alla protezione civile e alle realtà pubbliche coinvolte nell’emergenza di quasi 3,5 miliardi di euro; oltre 10 miliardi a sostegno dell’occupazione e per non far perdere i posti di lavoro; un’iniezione di liquidità nel sistema del credito per mobilitare circa 340 miliardi di finanziamenti all’economia reale con sospensione di rate dei prestiti e dei mutui, tramite fondi e garanzie pubbliche al credito sia con il potenziamento del fondo di garanzia sia con il meccanismo del fondo di solidarietà Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi sia di chi ha perso il lavoro, sia con una garanzia pubblica per la sospensione delle rate bancarie; la sospensione e lo slittamento delle scadenze tributarie; un intervento corposo di sostegno ad alcuni settori economici.

Un’iniezione di 25 miliardi di euro di denaro fresco a favore del sistema economico italiano.

«Una manovra economica poderosa – l’ha definita il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in diretta Facebook – un “modello italiano” non solo per la strategia di contrasto alla diffusione del contagio, ma anche per la politica economica per far fronte a questa grande emergenza». Insieme a lui il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che subito dopo ha presentato il decreto all’Eurogruppo, e Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro.

Gli ammortizzatori sociali vengono estesi a tutto il lavoro dipendente, anche a chi ne ha uno solo, mentre ai lavoratori autonomi, gli stagionali e categorie similari, verrà versato un assegno di 600 euro per il mese di marzo, oltre la possibilità di utilizzare un voucher baby sitter. Esteso anche il congedo parentale.

Previsto anche un assegno aggiuntivo al reddito per chi lavora con riduzione aggiuntiva del cuneo fiscale, quindi con aumento delle risorse in busta paga.

Per quanto riguarda gli obblighi tributari il termine di marzo slitta fino al 31 maggio per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro per iva, contributi previdenziali, ritenute fiscali, slittamento che comprende anche le imprese che fatturano oltre se fanno parte di filiere colpite dall’emergenza, incluso il trasporto merci. Un nuovo decreto poi estenderà ulteriori slittamenti per le scadenze di aprile.

Catalfi entra nei dettagli per quanto riguarda la sua delega: il fondo di integrazione salariale  è incrementato di 1,3 miliardi, 3,3 miliardi saranno destinati alla cassa in deroga per tutti i datori di lavoro. Il congedo parentale speciale per le famiglie arriverà a 15 giorni, in alternativa è prevista la possibilità di usare un bonus baby sitting da 600 euro, in totale 1,2 miliardi, con ulteriori risorse per il personale del servizio sanitario nazionale. La legge 104 viene estesa da 3 a 15 giorni per marzo e aprile (previsto uno stanziamento di 500 milioni di euro).

In totale sono stati previsti 3 miliardi di euro a tutela del periodo di inattività per autonomi e liberi professionisti.

Fermate le procedure di licenziamento a partire dal 23 febbraio.

La quarantena per i lavoratori del settore privato verrà calcolata come malattia non computabile ai periodi del comporto. Gli ammortizzatori sociali sono finanziati per 9 settimane.

«Con questo decreto non esauriamo il nostro compito – spiega Conte – siamo consapevoli che non basterà, oggi il governo risponde presente e lo farà già da domani. Dobbiamo ricostruire tessuto economico sociale intaccato fortemente da questa emergenza con un piano di ingenti investimenti mai conosciuto prima, con la semplificazione, l’innovazione e l’alleggerimento delle tasse».

«In questo decreto Marzo, diamo una prima risposta alla crisi coronavirus – afferma Gualtieri – abbiamo deciso di utilizzare tutto il limite di indebitamento netto autorizzato dal Parlamento».

Qui il video della conferenza stampa.

 

 

 

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