Insufficienti presidi sanitari, tamponi negati e comunicazione inadeguata fanno aumentare i contagi da Coronavirus. È quanto scrive Aldo Franco De Rose, specialista urologo e andrologo della Clinica Urologica di Genova e presidente dell’Associazione Andrologi Italiani, nel giornale on line che dirige, Clic Medicina.

Aldo Franco De Rose

“Tutti a casa per non infettare e non essere infettati – si legge nell’articolo di De Rose, datato 30 marzo – Bene. È quello che consigliano virologi, epidemiologi. È quello che consiglia l’Oms e il buon senso. Ma qualcosa non va, a differenza di quanto affermano ogni sera molti commentatori. Infatti il numero dei contagi sale quotidianamente e i morti pure. Fino a ieri sera, in Italia, le persone contagiate erano 97.689 (+5,64%). Mentre i morti erano 10.779; 13.030 le persone guarite. Dunque in aumento. L’infezione continua quindi a correre e crediamo che il motivo vada ricercato essenzialmente in tre punti: presidi sanitari scarsi e inadeguati; tamponi insufficienti, in quanto rifiutati anche a persone in buona salute ma parenti stretti (mogli, mariti o figli) di Covid-19 positivi; comunicazione falsata”.

I presidi sanitari anche in Liguria “sono spesso inadeguati e scarseggiano; scarseggiano mascherine FFP2, camici monouso con cappuccio omologati per rischio biologico. Venerdì scorso, proprio a questo riguardo, c’è stata una dura presa di posizione della Fp Cgil Sanità Ligure contro il presidente della Regione Liguria, l’assessore alla Salute, e il commissario di Alisa. Altrettanto dura è stata la presa di posizione dei Medici di Medicina Generale, sempre nei confronti della stessa Regione. In una lettera, pubblicata su la Repubblica-Genova, hanno tra l’altro denunciato come la Regione Liguria non avrebbe ‘nessuna strategia regionale. A volte accompagniamo i pazienti alla morte per telefono. Pochissime protezioni, ci hanno dato grembiulini da salumiere“.

Per quanto riguarda i tamponi De Rose accusa: “Non solo i tamponi non vengono eseguiti a tutte le persone a rischio, come chi lavora in ospedale, sul territorio o nelle case di riposo, Rsa, ma spesso – e questa è veramente senza senso – vengono rifiutati ai familiari di un Covid-positivo, se in buona salute e senza sintomi. Quando si tratta di personale medico o paramedico, le stesse persone sono costrette a andare a coprire il turno in ospedale, senza alcun periodo di quarantena, innescando un meccanismo che rischia di favorire la diffusione del contagio. Altro dato incontrovertibile al riguardo è che di tamponi, specialmente in alcune Regioni, come per esempio la Liguria, se ne fanno davvero pochi: almeno fino a ieri, erano meno anche di quelli effettuati dalle Regioni con un numero inferiore di contagi. Per esempio, sempre a ieri, i tamponi in Liguria erano 9.100; in Puglia 12.361; Friuli 13.397; Abruzzo 13.814 mila. Vale a dire oltre 4 mila in meno, pur avendo più contagi. Poi nel Lazio (2.706 contagi) sono stati eseguiti 27.744, circa 3 volte in più rispetto alla Liguria. Naturalmente non parliamo di Toscana, Emilia Piemonte e Lombardia dove sono addirittura 5-10 volte tanto. Ma sempre pochi se si rapportano al numero degli abitanti. Unica eccezione a questo riguardo è la regione Veneto”.

Infine, la comunicazione: “Da qualche giorno – anzi fin dall’inizio – i numeri dell’infezione sono in ascesa, cioè aumentano giorno dopo giorno; eppure accade spesso che secondo i moltissimi interpreti più o meno autorevoli qualcuno cerchi di spiegare come le cose stiano andando meglio. Le implicazioni non sono di poco conto, perché a dire che le cose vanno meglio, specie quando in realtà meglio non vanno, si corre il rischio di far sentire legittimate le persone ad abbassare la guardia e a lasciarsi andare a comportamenti meno attenti di quanto in realtà occorra per salvaguardare la salute di tutti”.

 

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