«Nel rispetto delle indicazioni contenute nel Dpcm dell’11 marzo e vista l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori con grande senso di responsabilità ci troviamo costretti a chiedere un provvedimento che consenta di poter sospendere i cantieri, fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza. Dobbiamo prendere atto che non ci sono le condizioni per poter proseguire». Lo ha dichiarato il presidente di Ance, Associazione nazionale dei costruttori edili, Gabriele Buia.

L’organizzazione del cantiere in troppi casi non consente di conciliare la prosecuzione dei lavori con le nuove disposizioni stabilite nell’ultimo Dpcm. Tra le altre difficoltà segnalate in questi giorni dal sistema Ance su tutto il territorio nazionale, si evidenzia: impossibilità di reperire dispositivi di protezione individuale; impossibilità di assicurare servizi di trasporto, vitto e alloggio agli operai in trasferta; respingimenti ai posti di blocco del personale e dei materiali diretti ai cantieri, subappaltatori, fornitori e personale della committenza che non si presenta nei luoghi di lavoro.

«Ma per agire in sicurezza e con la necessaria chiarezza nei rapporti con i committenti – aggiunge Buia – chiediamo al governo di adottare immediatamente una serie di misure necessarie che vanno inserite nel prossimo Dpcm per consentire alle nostre imprese di sospendere i cantieri: ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; sospendere tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altro genere in scadenza; garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica di tutti i debiti e attivare immediati pagamenti per i cantieri che si fermeranno».

Gli fa eco Filippo Delle Piane, il presidente dei costruttori genovesi: «Con grande senso di responsabilità, ci troviamo costretti a chiedere un provvedimento che consenta di poter sospendere i cantieri, fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza, perché è impossibile assicurare le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori. Abbiamo fatto e stiamo facendo il possibile per non fermare la produzione del nostro comparto, anche per sostenere l’economia del nostro territorio, ma è ormai chiaro che le imprese non sono più in grado di proseguire senza esporre lavoratori e collaboratori a rischi non gestibili».

Alcuni cantieri in città hanno già dovuto chiudere a causa dell’impossibilità di reperire i dispositivi di protezione individuale, di assicurare in sicurezza i servizi di trasporto, vitto e alloggio agli operai o di ricevere le forniture.

«In molti casi – spiega Delle Piane – sono i committenti e i coordinatori per la sicurezza che prendono atto dell’oggettiva impossibilità dell’impresa di proseguire le lavorazioni nel rispetto delle misure di contenimento e ordinano la sospensione dei lavori, ma la situazione è generalizzata e non può essere gestita con iniziative singole e non coordinate: chiediamo alle istituzioni un provvedimento immediato e urgente che permetta di sospendere tutti i cantieri e garantisca il ricorso alle misure di sostegno per i lavoratori e le imprese, a partire dall’ampliamento dell’accesso agli ammortizzatori sociali».

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