Interventi urgenti a breve, medio e lungo termine per risollevare l’economia ligure dalla batosta dovuta agli effetti del coronavirus. È ciò che chiederà al governo la Regione Liguria, in accordo con le controparti sociali, economiche e sindacali del territorio, stando a quanto è emerso ieri al termine del tavolo di crisi economica.

In particolare, nel primo caso (0-3 mesi), misure per offrire sostegno finanziario alle imprese per “sterilizzare” immediati effetti di cassa per obbligazioni fiscali contributive finanziarie in genere. «Ipotizziamo − spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti − la sospensione dei relativi versamenti per tutte le attività e categorie produttive, liberi professionisti inclusi, danneggiate dall’emergenza, così come la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere erogati dalle banche e/o da intermediari finanziari. Nuove scadenze che dovranno essere proiettati su congrui periodi temporali con idonee rateizzazioni».

Sempre in questo arco temporale, «chiediamo urgentemente interventi a sostegno del lavoro, nello specifico dovranno essere attivate tutte le possibili forme di ammortizzatori sociali (cassa integrazione, fondo integrazione salariale) con estensione in deroga anche a favore di piccole imprese, identificando anche provvedimenti a supporto di liberi professionisti, lavoratori autonomi e con specifica attenzione agli operatori del terzo settore».

Nel medio termine (3-12 mesi), «abbiamo convenuto su provvedimenti a sostegno della redditività d’impresa e delle famiglie nello specifico − descrive Benveduti − Nel primo caso si tratta da un lato di misure di forte stimolo al consumo e alla domanda, quali provvedimenti di alleggerimento fiscale straordinario (sia attraverso interventi sulle imposte sui redditi e/o sull’imposta sul valore aggiunto), per un periodo determinato di tempo per favorire la ripresa delle zone interessate dall’emergenza e per specifiche categorie. Oltre a ciò di grande utilità sarebbero interventi mirati ai settori turistico-commerciale-artigianale, quali cedolare secca sugli affitti e alleggerimento di Imu e imposte di soggiorno. Mentre a favore del settore logistico sono state proposte riduzioni delle accise sul carburante di mezzi specifici, revisione dei canoni di concessione portuale e sospensione dei contributi all’Autorità dei Trasporti».

«Per le famiglie, di grande utilità potrebbe essere l’implementazione di un fondo di aiuto per coloro che si vedono costrette ad affidarsi a terze persone estranee al nucleo familiare per l’accudimento dei figli e l’eventuale completamento dell’attività didattica sospesa. Superata la crisi, nel lungo termine (dopo i 12 mesi) ci aspettiamo dal governo, invece, un’azione di rilancio del prodotto Italia in tutte le sue declinazioni, magari con azioni di marketing territoriale e con un “piano Marshall” strutturale di grandi investimenti infrastrutturali, ma anche settoriali (ospedali, università, scuole), che attivando l’elevato moltiplicatore specifico di queste azioni possa fortemente stimolare la crescita economica».

«Come Regione − conclude l’assessore − abbiamo attivato i nostri uffici per costruire un fondo di garanzia, come fatto con il ponte Morandi, che dia supporto a quelle imprese che hanno esigenza di cassa. In tal senso è aperto il dialogo con l’associazione bancaria italiana e con i Confidi liguri, a cui chiederemo una collaborazione per andare in leva finanziaria e moltiplicare questo fondo. Considerata l’entità complessiva degli interventi, è necessario che il governo pretenda dalla Commissione europea l’esclusione dai vincoli comunitari di bilancio (deficit e “aiuti di Stato”) per tutte le iniziative economiche messe in campo. Convocheremo una seconda riunione del tavolo a breve termine».

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