«La salute delle persone è e deve essere al primo posto, ma non dimentichiamoci che in Italia si muore anche sotto le macerie di ponti e viadotti che crollano». Ad affermarlo è Secondo Sandiano, presidente di Assotrasporti e vicepresidente vicario di Eumove.

Con queste parole in rappresentanza di Assotrasporti ed Eumove, le associazioni capofila che lo scorso 17 gennaio hanno inviato al governo la richiesta di dichiarare lo stato d’emergenza per far fronte al problema della precarietà del sistema viario e ferroviario italiano, tornano sull’argomento, chiedendo di non aspettare il termine dell’epidemia per affrontare la delicata questione. «Altrimenti ci troveremo a passare dai morti per virus ai morti per crolli dovuti al maggior carico delle infrastrutture che si genererà con la ripresa».

Le associazioni hanno quindi inviato una nuova richiesta al governo. «Chiediamo di cogliere la grande opportunità che si è venuta a creare in conseguenza dei decreti emessi per contenere l’epidemia: il traffico su strade, autostrade e ferrovie è quasi inesistente. In più, gli uffici pubblici operano a porte chiuse, gestendo meno pratiche del solito: il momento è ideale per distaccare/precettare il personale tecnico necessario per effettuare il controllo capillare dell’intero sistema viario del Paese e conoscere finalmente il reale stato di manutenzione delle nostre infrastrutture» conclude Sandiano.

Così com’è stato per Genova, che da una grande tragedia ha saputo cogliere un’opportunità di rinascita per la città, per l’economia e per i cittadini, con un cantiere che avanza a ritmo serrato nonostante l’emergenza sanitaria, dove proprio ieri è stato innalzato il secondo impalcato lungo 100 metri che corrisponde alla campata crollata il 14 agosto 2018, il governo ora, secondo l’associazione, “deve approfittare di questo momento per arrivare pronto al termine dell’epidemia, quando il traffico di merci e passeggeri riprenderà e tornerà più forte di prima. Solo così si potranno evitare nuove morti per crolli di infrastrutture. Occorre terminare il monitoraggio e mettere in sicurezza l’intera rete viaria e ferroviaria (dalla rilevazione dei piccoli interventi, alla riduzione del carico di traffico, fino alla chiusura totale) prima della ripresa”.

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