«Sul concetto di indifferibilità e urgenza non c’è ancora chiarezza e per i cantieri per i quali alcuni committenti pubblici hanno rigettato le istanze di sospensione avanzate dalle imprese, stiamo richiedendo la verifica delle condizioni di sicurezza in contraddittorio con i rappresentanti delle stazioni appaltanti e i coordinatori della sicurezza». Lo dichiara il presidente di Ance Genova Filippo Delle Piane.

Il 13 marzo Ance Genova aveva chiesto alle istituzioni locali di fermare le opere pubbliche e di farsi portavoce dell’istanza anche in ambito nazionale: i cantieri sono contesti lavorativi difficilissimi da proteggere e, dunque, fattori di propagazione del rischio contagio. Il rispetto delle rigorose misure di contenimento risulta spesso oggettivamente impossibile, anche per la scarsa diponibilità sul mercato dei dispositivi di protezione individuali, quali le mascherine FFP2. All’allarme lanciato di Ance ha poi risposto il governo, con il Dpcm del 22 marzo, soggetto a ripetuti aggiustamenti, che ha consentito la prosecuzione solo di un limitato tipo di attività, e solo quando queste attività siano davvero indispensabili ed assolutamente indifferibili. E comunque solo a condizione che possano essere garantite le misure di prevenzione.

Sulla base di quel provvedimento una parte delle unità produttive è stata sospesa: nell’ultima settimana l’associazione ha gestito 134 procedure di consultazione sindacale per altrettante domande di cassa integrazione guadagni, riguardanti 1.161 addetti del settore (150 impiegati e 1.011 operai). Molte in assoluto, ma non rispetto ai numeri del settore, che conta a Genova oltre 1.200 imprese per 6.000 addetti.

«L’associazione in queste settimane è impegnata senza sosta sul versante dell’assistenza agli associati – prosegue Delle Piane – non solo per le pratiche di cig. Assicuriamo quotidianamente il tempestivo e puntuale aggiornamento del quadro normativo e la consulenza da parte dei nostri esperti. Abbiamo organizzato anche servizi per la gestione di acquisti collettivi dei dispositivi di protezione: nella sola giornata di venerdì l’associazione è riuscita ad evadere un ordine collettivo per 70 imprese di oltre 50.000 mascherine, nell’attesa dell’attuazione di un accordo sindacale nazionale che ne prevede la distribuzione da parte dell’ente di istituzione paritetica Sanedil».

Ance Genova è attiva anche sul fronte solidaristico. Le prime 3.000 mascherine che arriveranno venerdì prossimo a Genova saranno donate dall’associazione ai sanitari dell’Ospedale San Martino. Inoltre, Ance ha richiesto ai sindacati, che stanno al momento vagliando la proposta, di coinvolgere la Cassa edile genovese, l’ente di mutualità ed assistenza del settore cogestito pariteticamente da datori di lavoro e lavoratori, in una ulteriore iniziativa benefica a favore delle strutture sanitarie cittadine.

 

 

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