Torna da giovedì 20 a sabato 22 febbraio a Genova il GeMUN (Genoa Model of United Nations), la simulazione di una conferenza delle Nazioni Unite alla quale partecipano ragazzi provenienti da tutto il mondo. Quest’anno sono presenti circa 500 studenti e scuole provenienti da Italia (Genova, Milano, Roma), Bahrain, Germania, Giordania, Israele, Turchia.

L’evento è organizzato dal liceo linguistico internazionale Grazia Deledda di Genova e si svolge in collaborazione con il Comune di Genova, Regione Liguria e la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Genova. La cerimonia di apertura è prevista per giovedì 20 febbraio, dalle 14 alle 16, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

La conferenza dura tre giorni e tratta di vaste tematiche riguardanti i problemi che affliggono oggi il nostro Pianeta. Gli incontri si svolgono in diversi punti della città come Palazzo Ducale, Camera di Commercio, Palazzo Rosso e  Palazzo Doria-Spinola. Durante queste tre giornate, i ragazzi rappresentano una nazione o un’organizzazione diversa dalla propria, propongono e dibattono soluzioni da loro ideate, per risolvere le questioni esposte in ogni diverso tema. Il GeMUN rappresenta, dunque, un’opportunità per gli studenti di analizzare in maniera critica ciò che li circonda, cercando di risolverne i problemi. Questa conferenza permette a tutti i partecipanti di capire la potenza e l’importanza della cooperazione internazionale, strumento indispensabile per il miglioramento della società globale.

Quest’anno il tema del GeMUN sarà “Beyond Borders, Towards 2030”, ovvero come superare i confini, fisici e metaforici, facendo il punto della situazione da qui a dieci anni dall’Agenda Onu del 2030. Questa tematica verrà affrontata in sette diversi comitati tramite topics che trattano degli argomenti più disparati, dalla radicalizzazione alle microplastiche negli oceani.

Inoltre, giovedì 20 febbraio, durante la Cerimonia di apertura, gli studenti assisteranno a un intervento della portavoce di Unhcr Carlotta Sami e di Silvia Barbaro, ricercatrice  di Helpcode Italia Onlus nell’ambito del progetto “Donne e Giovani per la pace in Tunisia”.

Anche quest’anno Charity Partner del GeMUN sarà Helpcode Italia Onlus, organizzazione che lavora, in Italia e nel mondo, per garantire il diritto di essere bambini. La missione di Helpcode è quella di migliorare le condizioni di vita dei bambini all’interno della comunità in cui vivono, attraverso iniziative concrete di sostegno alla loro educazione, al loro benessere, al loro sviluppo. In questa direzione si muovono le attività di contrasto alla radicalizzazione e per la risoluzione pacifica dei conflitti che Helpcode rivolge ai giovani in Tunisia, uno dei vari paesi in cui opera.

I fondi ricavati durante il GeMUN verranno destinati al progetto “Donne e Giovani per la Pace in Tunisia”, iniziativa co-finanziata da Delegazione UE in Tunisia e da Helpcode, che mira a promuovere il potenziamento socio-economico delle donne e l’equità di genere, valorizzando il ruolo cruciale e attivo che donne e giovani possono giocare contro la radicalizzazione e l’estremismo violento.

«Helpcode lavora da oltre 30 anni per dare un domani diverso a ogni bambina e a ogni bambino. Lo fa attraverso l’educazione, intesa come processo di piena realizzazione di ciascun individuo – spiega Alessandro Grassini, segretario generale di Helpcode – Fenomeni quali la marginalizzazione e la radicalizzazione limitano le possibilità di sviluppo individuali. Negli ultimi anni questi fenomeni sono molto cresciuti in Tunisia, per questo abbiamo avviato corsi di educazione alla pace e alla cittadinanza attiva tra i giovani del Paese. Siamo felici di parlare di questa esperienza al GeMUN e di essere Charity Partner di una manifestazione che, come noi, ha un forte spirito internazionale ma il cuore a Genova».

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