La Liguria può diventare un laboratorio per capire le potenzialità della cosiddetta silver economy, visto che come percentuale di popolazione anziana rispetto al totale degli abitanti è strutturata come sarà l’Italia nel 2050.

Un’opportunità da sfruttare a livello economico, anziché considerare il “peso” degli anziani come un costo, un mantra ormai ripetuto da qualche anno soprattutto qui in Liguria. Non è un caso che Genova abbia ospitato il convegno nazionale Silver & The City organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia e 50&Più, sistema associativo e di servizi. Sottotitolo più consumi, più turismo, più crescita: la terza età “ringiovanisce” l’economia.

«L’invecchiamento della popolazione – spiega Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – deve diventare una sfida sociale e un’opportunità economica. Occorre passare dall’idea di assistenza a quella di offerta. La spesa per vacanze e viaggi è aumentata di quasi il 40% tra il 2014 e il 2018, secondo il Censis e quella per la cultura ancora di più. L’opportunità è poi quella di dare vita, si potrebbe dire, a un patto generazionale per cui le stesse nuove generazioni possono trovare nella silver economy occasioni di crescita, di occupazione, di impresa. Persino di creatività. Ecco il welfare a 360 gradi, che poi richiama l’antica definizione economica di benessere».

«Gli over hanno una ricchezza media più alta – afferma Paolo Odone, presidente di Ascom Confcommercio Genova – circa il 13,5% di quella degli italiani. Il nostro Paese sia sede di questa presenza forte. A Nizza grazie al sostegno pubblico, la popolazione è passata da 350 mila abitanti a 1 milione. Le città vanno ridisegnate però, non devono essere ipercommerciali, ma ricche di servizi alla persona. Cerchiamo di fare qualcosa visto che abbiamo circa 30 mila appartamenti vuoti a Genova. Proponiamo formazione per i giovani in modo che sia funzionale alla silver economy».

Un invito raccolto dall’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo, che concorda sulla necessità del patto generazionale e si dice disponibile a lanciare un bando di formazione utilizzando gli 8 milioni del pacchetto giovani previsti dal Fondo sociale europeo: «Abbiamo fatto bandi settoriali per il turismo e per la blue economy, possiamo farlo anche per la silver economy ma servono dati sulla possibilità occupazionale e sui progetti specifici».

Cavo ricorda anche la grande chance che può essere ricavata dal fatto che Genova sia capitale dello Sport nel 2024: «Non riguarda solo lo sport agonistico, ma a 360 gradi, per cui anche per i “silver”».

L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Andrea Benveduti rimarca la necessità di diversificare l’offerta, per gli over 50 che sono ancora in attività, per chi è appena andato in pensione, ma anche per gli ottantenni che dovrebbero contare in un’offerta gastronomica ed esperienziale di un certo genere: «Non servono solo investimenti pubblici, ma un connubio tra pubblico e privato. Mi piacerebbe guardare anche oltre, a una family economy».

Al di là della problematica previdenziale occorre anche riflettere sul futuro dell’invecchiamento: Luca Pallavicini, presidente di Confcommercio Salute Genova, suggerisce, da operatore di servizi per la terza età (ha una rsa), che bisogna pensare a cose semplici e fruibili da tutte le persone anziane. «Gli anziani stanno in casa perché sono isolati e hanno problemi con le barriere architettoniche. L’opportunità di mettere a disposizione per il co-housing i 27 mila appartamenti genovesi sfitti sarebbe davvero ghiotta».

Nel quartiere genovese di Oregina, la sperimentazione del cosiddetto co-housing diffuso in cui gli anziani vengono stimolati a vivere il più possibile normalmente e inseriti in un contesto sociale favorevole, ha dato buoni risultati, fa sapere Pallavicini: meno persone allettate e più autosufficienti. «Si deve dar loro sicurezza, ma non con polizia o militari, basta cercare di far fare loro una vita normale, mettere insieme gruppi omogenei. Il risultato è che usano anche meno farmaci e sono più felici».

Tra un decennio quando inevitabilmente il sistema pensionistico sarà sottoposto a pesanti cambiamenti e non ci saranno probabilmente soldi per lunghe degenze in rsa, occorrerà ripensare tutto il sistema spingendolo su forme di coabitazione contro l’isolamento dell’anziano. Ad esempio la figura del maggiordomo di quartiere potrebbe essere un buon inizio.

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