Dal punto di vista quantitativo non si possono ancora calcolare i danni economici alle attività economiche della Liguria a causa della psicosi dovuta alla diffusione del Coronavirus, ma l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti ha una sensazione: «che i danni siano simili o addirittura superiori a quelli provocati dal crollo del ponte Morandi».

«Ho convocato il tavolo economico di crisi, che avevamo costituito all’indomani della tragedia del Morandi e lunedì o martedì faremo il punto con tutte le associazioni, sindacati, Camera di Commercio, Confindustria, alla luce della purtroppo ormai consolidata esperienza di disaster recovery economico».

Benveduti fa sapere di aver già in mente un piano di lavoro: ragionare su interventi per arco temporale, in vista comunque di una stabilizzazione della situazione una volta raggiunto il picco. «Lavorare sulle situazioni immediate da zero a tre mesi – afferma – poi da 3 a 12, ma anche pensare a un piano strutturale di marketing territoriale oltre i 12 mesi per recuperare quanto perso».

I principali settori a essere colpiti dalla paura del coronavirus sono turismo, commercio artigianato e la filiera logistica (a partire dai porti): «Andremo a calare nello specifico le richieste. Ci auguriamo che poi il governo chieda interventi all’Europa altrimenti verrebbe da chiedersi a cosa serve. Abbiamo anche sviluppato importanti capacità gestionali in questi anni e, una volta che avremo dei fondi, saremo pronti a calarli, ma ci vuole iniezione di sostanza e un supporto economico pesante».

Marzo, per esempio, ricorda Benveduti, è il mese in cui si comincia a pensare alle vacanze e le notizie diffuse a livello internazionale non fanno bene al turismo regionale.

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