Sono già gravi i danni causati dal Coronovirus al turismo ligure, soprattutto nelle riviere.

A Genova, in questo periodo il movimento turistico riguarda soprattutto congressi, convegni, meeting, riunioni. E, riferisce a Liguria Business Journal Laura Gazzolo, vicepresidente della sezione Turismo e cultura della Confindustria genovese, «stanno arrivando disdette da tutto il Nord Italia, non solo per gli eventi pubblici, che sono proibiti, ma anche per parte di quelli privati».

La situazione è ancora più grave nelle due riviere, in questi giorni ancora meta del turismo invernale e alla vigilia dell’importante turismo primaverile. «Siamo preoccupatissimi – dice Angelo Berlangieri, presidente dell’Unione albergatori della Provincia di Savona, si tratta di una vera emergenza che sta colpendo tutto il nostro comparto. Fioccano le disdette. Purtroppo i nostri clienti al 70% vengono da Piemonte e Lombardia e in questi giorni non si muovono. Oltre a quelli che vivono in zona rossa e non possono uscirne ma sono il meno, anche gli altri non si muovono. Hanno paura. Anche quel 30% della nostra clientela che viene da Svizzera, Germania e Austria ha paura a venire da noi, che siamo vicini a Piemonte e Lombardia,  mentre i nostri diretti concorrrenti, Spagna, Croazia, Slovenia, Grecia non hanno casi di contagio. Questa mattina abbiamo parlato con Roma chiedendo una decretazione d’emergenza per i danni causati dal virus, cassa integrazione in deroga, sospensione di tasse e tributi, e altro. Si profilano danni molto gravi».

Non è diversa la situazione denunciata da Aldo Werdin, presidente dell’Associazione albergatori del Levante ligure. «Qui è dall’altro ieri – spiega – che arrivano le disdette. I clienti annullano le prenotazioni o prendono tempo, aspettano di vedere come evolve la situazione. Hanno paura, anche se in Liguria non si sono avuti casi di contagio e noi facciamo la massima attenzione nell’osservare le norme di prevenzione».

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