Definite alcune linee guida per la salute dei lavoratori dei porti di Genova e Savona nell’ambito del contenimento della diffusione del coronavirus, ma anche alcune proposte per non fermare il principalo scalo italiano, con un danno che sarebbe devastante per tutto il Nord Italia, visto che Genova fa da sola il 65% dell’import-export del traffico extra Ue della Lombardia. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ha fatto il punto della situazione.

Per ora le limitazioni sono solo quelle della Regione Liguria e non, come è accaduto per le regioni più colpite (Lombardia e Veneto), emanate da un decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Le conseguenze del blocco della produzione in Cina per un mese e mezzo è ciò che fa più paura al presidente. Come già annunciato nei giorni scorsi, tra marzo e aprile è atteso un calo dei traffici di almeno alcuni punti percentuali. Sono già 10 i servizi di navi al Far East che hanno cancellato Genova. In calo anche il traffico aeroportuale a Genova, come nel resto d’Italia di cui l’Adsp è principale azionista: «Bologna ha perso il 30%, stiamo cercando di trovare degli incentivi per le compagnie aeree per fare rotta su Genova».

La speranza di Signorini è che le imprese portuali, nel caso l’emergenza dovesse proseguire, possano essere aiutate come è accaduto per il crollo di Ponte Morandi.

Nello scenario peggiore, se dovessero sorgere casi di coronavirus in aziende che operano in porto, i terminal potrebbero essere costretti a fermarsi. Inoltre, in caso di aumento delle zone rosse, sarebbero bloccati i transiti degli autotrasportatori in arrivo o verso i luoghi “off limits”.

«In caso di limitazioni – dice Signorini – abbiamo proposte che tutelano l’operatività, stiamo facendo simulazioni: creare un ambiente sanificato per i controlli doganali, fitosanitari e della guardia di finanza per non fermare il porto».

Per ora non c’è un vero e proprio obbligo a utilizzare mascherine o usare dispositivi igienizzanti, Signorini ribadisce che la responsabilità è delle singole aziende. Il decalogo delle procedure di prevenzione è stato comunque diffuso.

Intanto domani sbarcherà a Genova la nave da crociera Msc Opera. A Signorini non risultano casi di coronavirus. «Nel momento in cui venisse accertato, la procedura – chiarisce Signorini – prevede di informare il comandante del porto che provvederà a predisporre un punto di attracco per disporre la quarantena».

Tuttavia, secondo il presidente dell’Autorità portuale, il “pericolo” non arriva dal mare, ma da terra, visto che sarebbe più difficile da circoscrivere.

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