Sono 6.050 gli avvocati in Liguria sui 243 mila in Italia. La prima provincia è Genova, con 3.926 iscritti alla Cassa Forense, che si colloca decima a livello nazionale.

La presenza femminile è più limitata rispetto ai colleghi, 2.728  donne contro 2.928 uomini. Questo divario si riflette anche a livello reddituale: in Liguria il reddito medio delle avvocate è di 27.178 euro contro il 65.265 euro degli uomini, tendenza che è in linea con le medie nazionali (23.500 per le donne, 58.777 per gli uomini).

Sempre in riferimento alla Liguria, l’Ordine che conta il maggior numero di professionisti è Genova, che con i suoi 3.926 iscritti accentra quasi il 58% di tutti gli iscritti alla Cassa Forense. Seguono a distanza La Spezia (804) e Savona (779).

ORDINI

DONNE

UOMINI

TOTALE

Genova

1761

2165

3926

Imperia

256

284

540

La Spezia

379

425

804

Savona

383

396

779

I dati emergono da “I numeri dell’avvocatura”, documento redatto annualmente dalla Cassa Forense, letto e analizzato da Asla (Associazione Studi Legali Associati), in occasione di Art-Asla Round Tables 2020, un ciclo di incontri ideati e organizzati da Asla con l’intento di proseguire il dibattito sul futuro della libera professione avviato nel 2018 con “Asla Diritto al Futuro”, che mirano a diffondere una trasformazione del modello tradizionale di studio legale in nuove formule organizzative, in linea con le novità del business.

Il primo evento si svolgerà nella sala della Borsa a Genova il prossimo 14 febbraio.

Art 2020 affronterà il tema dell’innovazione durante le cinque tavole rotonde che in contemporanea tratteranno cinque aree tematiche chiave della professione: formazione, mercato, governance/organizzazione, diversity e pro bono.

Il fine è immaginare quale sarà la funzione che la competenza legale dovrà assolvere nel prossimo futuro e come sarà possibile avvalersi dei nuovi mezzi offerti da tecnologia, automazione e dalle innovative formule di delivery del servizio legale. A guidare il dibattito di ciascun tavolo saranno presenti un moderatore e un esperto, che stimoleranno la discussione non soltanto sul mondo legale, ma in modo trasversale anche su altre categorie professionali legate al diritto, alle istituzioni e all’impresa.

«Siamo molto orgogliosi di lavorare al proseguimento di “Asla Diritto al Futuro” con questa nuova opportunità di discussione e di confronto – commenta l’avvocato Rita Eva Cresci, componente del comitato organizzatore delle Round Tables – le Asla Roud Tables 2020 verteranno in particolare sul tema dell’innovazione, fondamentale in questi anni in cui la tecnologia fa da padrona. Tema che assume un valore ancora maggiore in una città come Genova, che si distingue anche a livello nazionale nel campo tecnologico. È una sfida che il mondo dell’avvocatura italiana deve affrontare, per poter sfruttare tutte le potenzialità della tecnologia e dell’automazione. Il fine di Art 2020 è proprio questo: promuovere una maggiore consapevolezza sulla necessità di cambiamento, di superamento del modello tradizionale di studio legale».

L’avvocatura a livello nazionale

La distribuzione dei professionisti in Italia non risulta omogenea. Il maggior numero degli avvocati in Italia si concentra, infatti, in Campania che, con i suoi 34.614, rappresenta il 14,2% del computo nazionale. Seguono Lombardia (33.942) e Lazio (33.625). La Valle d’Aosta, con i suoi 175 avvocati è la regione ha minor numero di avvocati ed è la meno densamente popolata, con solo 1,4 avvocati ogni mille abitanti. Al polo opposto si pone, invece, la Calabria in cui si possono trovare quasi sette avvocati ogni mille abitanti.

Secondo i dati degli iscritti all’albo forense, in Italia l’avvocatura produce un volume d’affari medio di più di 13 miliardi di euro (13.077 miliardi di euro comprensivi di Iva nel 2017), con un incremento dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

Il volume d’affari più alto si concentra al Nord, con 80.654 euro medi annui, contro i 65.000 del Centro e i soli 31.855 del Sud e Isole.

Anche per quanto riguarda il reddito medio annuo, si conferma il divario fra Nord e Sud: nel 2017 un professionista attivo al Nord guadagna in media 32 mila euro in più rispetto a un avvocato attivo al Sud e nelle Isole.

 

 

 

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