«Il Tribunale non condivide le valutazioni del giudice monocratico, nonostante l’ indubbia consistenza dell’ impianto motivazionale della relativa ordinanza, e ritiene invece fondati i termini essenziali dell’ appello proposto da Ilva in As». Lo scrive il Tribunale del riesame di Taranto nel provvedimento di 21 pagine con il quale ha annullato la decisione del giudice monocratico Francesco Maccagnano di respingere la proroga della facoltà d’ uso dell’ Afo2 e ha accolto il ricorso della proprietà dell’ impianto restituendo anche al gestore in fitto ArcelorMittal la possibilità di continuare a produrre con questo altoforno. Secondo scrive il tribunale del Riesame «a oggi i rischi trascorsi sono inesistenti».

I giudici (presidente Licci, relatore Carolil, a latere Lotito) hanno concesso altro tempo all’ Ilva in As per ottemperare alle prescrizioni imposte dal custode giudiziario.

L’ ccoglimento del ricorso, sottolinea il Tribunale del riesame, «dipende dal doveroso adeguamento del “giudicato cautelare” del 17 settembre 2019 alle sopravvenienze, tutte documentate dall’ appellante ed invece trascurate o non valutate correttamente dal gudice monocratico».

Il verdetto favorevole del Riesame ha adesso tre effetti immediati: blocca le procedure di spegnimento dell’ altoforno 2, attivate subito dopo il no del giudice, mantiene il sequestro ma ripristina la facoltà d’ uso dell’ impianto che era stata tolta, consentendone così i lavori, e fa avviare le nuove trattative tra Ilva ed ArcelorMittal per il salvataggio e il rilancio del gruppo in una situazione meno complicata.

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