Sono 170 le opere pubbliche individuate da Legambiente per fare aprire i cantieri e rilanciare investimenti e occupazione in tutta Italia. Sei di queste sono in Liguria.

L’associazione ha realizzato un elenco certosino, suddiviso per Regione e per tipologia di intervento, messa in sicurezza, bonifica, trasporti e infrastrutture di opere grandi, medie o piccole che consentirebbero agli italiani di vivere meglio. I criteri adoperati per la loro selezione sono stati quelli dell’utilità per i cittadini e i territori, del miglioramento della sicurezza sismica, idrogeologica e sanitaria, dell’innovazione nel sistema della mobilità, di un minore consumo delle risorse naturali e di materia, della transizione energetica.

«Per quanto riguarda la Liguria – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – alle infrastrutture per i trasporti e la mobilità urbana vanno affiancate le infrastrutture “verdi”, strategiche per lo sviluppo e la messa in sicurezza del territorio. Per questo, nella sintesi delle opere utili liguri, abbiamo voluto evidenziare, insieme a quelle che vedono consenso e gradimento trasversale degli amministratori locali, del mondo imprenditoriale e politico e della società civile come il raddoppio della ferrovia pontremolese, il nodo di Brignole, il raddoppio dei binari verso il confine francese e interventi nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, con il sentiero azzurro che nei giorni scorsi ha visto la presentazione del progetto preliminare a Ire-Agenzia Regionale Ligure per l’intervento tra Manarola e Corniglia».

Tra le altre infrastrutture messe in evidenza c’è anche il tram in val Bisagno e tra le opere interregionali che coinvolgono anche Toscana ed Emilia Romagna, la ferrovia pontremolese quale opera strategica e la trasformazione del Parco naturale regionale di Montemarcello Magra Vara in Parco interregionale nazionale coinvolgendo le aree naturali protette di interesse locale sul fiume Magra in provincia di Massa-Carrara e i siti della rete Natura 2000, sul territorio Toscano.

«Gli interventi che mettiamo in evidenza – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sono coerenti con la lotta ai cambiamenti climatici e tra i benefici possono aumentare la qualità della vita, recuperare ritardi nelle infrastrutture. Si tratta di interventi che danno concretezza agli ingenti investimenti che si prevedono a livello nazionale ed europeo per il Green New Deal. Alla luce del piano presentato dalla commissione europea con lo stanziamento di mille miliardi di euro per le politiche ambientali e climatiche, una parte importante di queste risorse deve finanziare il Green New Deal italiano, dando priorità a queste 170 opere».

Secondo Maria Maranò, curatrice del rapporto sul Green New Deal evidenzia: «Questo dossier è un contributo che vogliamo offrire al dibattito pubblico, individuando i diversi e numerosi ostacoli da rimuovere una volta per tutte, e intervenendo sui processi ordinari senza superare i vincoli e le regole che negli anni hanno saputo evitare disastri. Non serve smontare le regole che pongono argini agli scempi, all’illegalità, all’infiltrazione mafiosa, al lavoro nero e dequalificato. Sono circa 20 anni che si interviene con leggi speciali per sbloccare i cantieri che si accompagnano solitamente con una moltiplicazione di commissari straordinari; ma la realtà ha dimostrato che gli effetti di queste norme, quando non fanno danno, sono poco efficaci».

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