Il cda dell’Enit oggi a Genova per concordare le strategie per aiutare la Liguria a uscire dalle sabbie mobili di un danno di immagine notevole dopo il crollo del ponte Morandi, la grande mareggiata e gli ultimi problemi infrastrutturali nelle autostrade del Ponente.

Il presidente Giorgio Palmucci ha portato un dato confortante: in Liguria nel 2018 gli stranieri hanno speso l’11% in più rispetto all’anno precedente, nonostante il calo delle presenze dello 0,96%.

«Questo è un buon segno – commenta il commissario straordinario dell’Agenzia In Liguria Pietro Paolo Giampellegrini – vuol dire che il luxury funziona».

Palmucci sottolinea che la Liguria, con il 40% di presenze straniere sul totale dei turisti, nonostante le piccole dimensioni del territorio, è già al quinto posto come spesa internazionale. Un dato che per l’Italia vale 42 miliardi e la Liguria rappresenta il 5,5% alla pari della Campania e dopo Lazio, Piemonte, Veneto e Lombardia.
«Abbiamo un saldo nazionale positivo di 16 miliardi delle entrate rispetto all’outgoing – specifica Palmucci – ma vogliamo crescere il 10% ogni anno, per cui la Liguria sarà coinvolta in questa crescita. Bisogna lavorare sull’aumento della permanenza media, che è ancora bassa e su Paesi che possono fare numeri importanti».

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