Gli autotrasportatori sono i primi a pagare le inefficienze di Autostrade insieme agli utenti della rete.

Duro comunicato da parte di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti nei confronti di chi dovrebbe garantire l’efficienza della rete infrastrutturale ligure.

“Di fatto – si legge in una nota congiunta – sappiamo che la sfortuna o altre empiriche questioni, nulla hanno a che vedere in questi accadimenti, ma ancora una volta gli autisti e le aziende di autotrasporto, pagano il prezzo delle inefficienze strutturali e l’insufficienza di controlli preventivi”.

Le organizzazioni sindacali denunciano che la Liguria, senza progetti lungimiranti sulle infrastrutture che tengano conto della sicurezza degli utenti e che consentano ai lavoratori e alle aziende di lavorare, è destinata a un tracollo, con inevitabili ricadute occupazionali in un settore strategico come quello dell’autotrasporto.

“La sicurezza e le infrastrutture costano, ma in realtà il tutto non è un costo, perché sono le uniche cose che servono a lavorare in sicurezza, fornendo certezza occupazionale, senza mettere a rischio vite umane. Auspichiamo che, dopo il duro prezzo pagato dai lavoratori e dalla popolazione ligure, tutte le Istituzioni locali possano interporsi con il governo centrale, con il ministero dei Trasporti e quello delle Politiche sociali per scongiurare le nostre preoccupazioni”.

In un’altra comunicazione a cui si aggiungono le rsa del primo tronco di Autostrade per l’Italia, i sindacati ribadiscono che “La sicurezza costa, ma non è un costo perché è l’unico modo per salvare vite e, allora, denunciamo la pochezza degli investimenti in materia di sicurezza a fronte degli elevati profitti che le concessionarie garantiscono ai propri soci”.

Per i rappresentanti dei lavoratori dei trasporti è da rivedere il piano industriale dell’azienda affinché sia previsto un forte potenziamento dell’organico, indispensabile per attivare tutti i
necessari controlli preventivi, per garantire tempestivi ed efficaci interventi e, non ultimo, per far sì che ogni attività svolta sulle corsie delle autostrade sia realizzata in piena sicurezza.

“Ribadiamo – aggiungono – quanto pesi l’assenza di repliche, in termini di comunicazione, da parte di quello che è il datore di lavoro che nulla dice a tutela della dignità di chi lavora in questo pezzo di autostrada, non riconoscendo la fatica, lo stress, la mortificazione di chi vi lavora, ogni giorno, cercando di dare il meglio di sé, con serietà e impegno. Crediamo sia indispensabile e, quindi, chiediamo la costituzione di un tavolo permanente di confronto sulle tematiche sopra accennate”.

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