Una serie di notizie negative dagli Usa ha depresso le principali borse europee, che hanno tutte chiuso in profondo ribasso: il presidente Usa Donald Trump ha nuovamente attaccato la Fed e ha reintrodotto i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio da Brasile a Argentina, l’indice Ism manifatturiero statunitense è sceso a novembre a 48,1 sotto le stime a 49,2.

Francoforte segna -2,05%, Parigi -2,01% e soltanto Londra (-0,82%) ha contenuto il calo. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 24.907,12 punti (-2,19%) e Ftse Mib a 22.728,59 punti (-2,28%).

Lo spread Btp/Bund si è allargato a 161 punti base (variazione +1,81%, rendimento Btp 10 anni+1,33%, rendimento Bund 10 anni-0,28%) da 158 pb della chiusura precedente.

A Piazza Affari sul Mib non si registrano segni più, mentre il rialzo generalizzato dei rendimenti sull’obbligazionario ha depresso tutto il comparto delle utility con lo stoxx di settore in rosso del 2,7% e con A2a -4,36%, Italgas -4,35%, Hera -3,7%. Forti vendite anche su Leonardo (-4,29%) e Recordati (-429%). Sul resto del listino vola Cir (+12,21%) in attesa del riassetto di Gedi (sospesa) in cui Exor (-2%) assumerà il controllo del gruppo editoriale.

Sul Forex l’euro/dollaro scende leggermente sotto 1,10, a 1,099, mentre la divisa europea vale 120,5 yen. Il dollaro/yen viaggia intorno a quota 109,7 (da 109,51).

Il petrolio con il Wti sale dell’1,2% a 55,8 dollari al barile.

 

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