“Dopo il disastro Genova spera nella ripresa – Il crollo del ponte autostradale ha fatto scattare una reazione combattiva nella città portuale dopo decenni di stagnazione”: così il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung intitola un articolo su Genova pubblicato oggi. Il corrispondente dall’Italia del quotidiano svizzero, Gerhard Bläske, ha scritto un ampio reportage centrato sulla reazione di Genova alla tragedia di Ponte Morandi e sulle possibilità di rilancio della città.

“Il crollo del Ponte autostradale Morandi nell’agosto 2018 nel cuore della città, in cui sono morte 43 persone – scrive Bläske – aveva colpito Genova duramente, sul piano fisico ed economico. Ma si è avuta una reazione inaspettata: amministrazione, imprese, cittadini e città collaborano in uno spirito di concordia non usuale. A tempi record sono state realizzate vie di alleggerimento del traffico cittadino e portuale. Nell’area industriale e abitativa, a fitta densità di costruzione, in pochi mesi sono stati sgomberati i resti del ponte. La costruzione del nuovo viadotto, che l’architetto Renzo Piano, genovese, ha progettato per la sua città natale, procede bene. La nuova struttura si prevede sia pronta già in aprile”.

L’articolo traccia un quadro della realtà economico-sociale genovese, facendo parlare alcuni dei suoi protagonisti, come il direttore scientifico dll’Iit, Giorgio Metta, il presidente dell’Autorità portuale Paolo Emilio Signorini, il sindaco Marco Bucci.

L’articolo su Genova

“L’ex manager apicale di Pharma, tornato pochi anni fa in patria dopo 22 anni negli Usa – si legge – vuole fare della città portuale una specie di California europea: sorte a cui Genova sarebbe destinata dal clima mite, dalle spiagge, dalle università, dalle start up del comparto hi tech, dalla sua ricca eredità cuturale e architettonica”.

Bläske infine prende in esame le prospettive aperte dalle infrastrutture in costruzione, come il Terzo valico, o progettate, e mette in guardia dal pericolo che la città non riesca a ottenere  il via libera per la Gronda autostradale, in una vicenda complicata dal ruolo di Atlantia e Aspi nel disastro di Ponte Morandi.

1 COMMENTO

  1. La realtà resta per ora il caos nella mobilità in liguria. I camion in transito e destinati ai porti di sv e ge, la sola e principale causa del disastro ponte morandi continuano a distruggere quotidianamente ponti, asfalti, atmosfera. Nessun futuro per la Liguria senza una radicale forzata riduzionedel traffico container dalle strade e creazione di hub ferroviari in padania di smistamento. Sufficiente un surcharge del 100% a che spedisce o ritira merce via camion dai porti invece che via interland hub per finanziare le cure per i tumori, eccessiva usura delle strade e autostrade, morti sulle strade,
    Hanno chiuso le centrali a carbone per ucciderci con le polverisottili dei container.

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