La Borsa di Milano ha chiuso in calo dello 0,28%: la trattativa sui dazi Usa-Cina, più fredda del previsto, e l’accelerazione della procedura di impeachment contro il presidente Trump, hanno innervosito i mercati.

A Milano exploit di Moncler (+6,5%), che pare sia nel mirino dei francesi di Kering, nonostante le smentite. Ne ha beneficiato il settore del lusso, con Salvatore Ferragamo che guadagna il 7,3%. Chiude in rialzo anche Leonardo (+1,5%) grazie al giudizio positivo di S&P. In fondo al listino finiscono Poste (-1,8%) e molti bancari, da Banco Bpm (-1,4%) a UniCredit (-1,3%), che risentono delle tensioni del governo Conte sulla manovra.

Nelle borse europee Parigi (+0,03%) a 5.801 punti fa eccezione nel trend ribassista. La peggiore è stata Londra (-0,7%) a 7.137 punti, seguita da Francoforte (-0,65%) a 13.054 punti.

Ancora in salita il prezzo del petrolio: il Wti segna +0,29% a 58,6 dollari al barile. Il Brent guadagna lo 0,89% a 63,56 dollari al barile.

Il cambio tra euro e dollaro Usa sale dello 0,25% a 1,1106.

Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco ha concluso in aumento a 166 punti base, rispetto alla chiusura di ieri a 160. Il rendimento è a 1,37%.

 

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