Si chiamano assistenti familiari, colf o badanti e sono le donne che lavorano nelle case ormai di quasi tutti gli italiani, spesso con un’elevata professionalità e sicuramente con grande sacrificio psicofisico, visto quanto tempo dedicano al loro mestiere.

Un lavoro in cui sono molte le criticità segnalate dalle stesse badanti: salari bassi, richieste pressanti di estensione dell’orario di lavoro, poco tempo libero, scarsa sicurezza personale, umiliazioni e ricatti.

Se n’è parlato a Genova in un convegno dal titolo “Welfare familiare: tutela delle donne e delle lavoratrici nel lavoro di cura in ambito domestico”, organizzato da Uil Liguria e la Uiltucs Liguria.

All’Inps i dati sulle badanti impiegate nelle case genovesi sono accorpati a quello delle colf. Nell’ultimo anno hanno lavorato in regola a Genova circa 18 mila badanti per lo più straniere che, come dichiara il segretario confederale regionale di Uil Liguria, Sheeba Servetto «sono lavoratrici che molto spesso hanno problemi con permessi di soggiorno, a volte ricattabili e con pochi diritti».

Analizzando il guadagno, chi viene messo in regola non riceve oltre mille euro mensili. Per una lavoratrice convivente che lavora 54 ore settimanali la busta paga è di 983,22 euro. La retribuzione minima è di 6,82 euro per coloro che lavorano a paga oraria e i contributi per colf e badanti si aggirano ai 730 euro ogni trimestre. Prezzi poco differenti per chi comunque lavora in nero (circa 6 badanti su 10) o in grigio, ovvero con contratto part time e qualche ora in nero.

Un momento del convegno

Spesso il problema è la mancanza di informazione e di formazione, ribadisce il sindacato, soprattutto in chi arriva dall’estero: Europa Orientale (Ucraina, Bielorussia e Romania) e America del Sud (Ecuador e Perù) le principali aree da cui provengono le badanti.

«Siamo al rinnovo del contratto nazionale – afferma Ivana Veronese, segretario confederale nazionale di Uil – dobbiamo cercare di dare loro tutele e anche formazione perché sappiano fare al meglio il loro lavoro e perché questo venga riconosciuto anche in termini di retribuzione».

Per la formazione dei badanti e colf stranieri che, come spiega Veronese, «sono tante persone per una popolazione sempre più anziana e di cui avremo bisogno anche nelle nostre aziende», la Uiltucs Liguria già dal 2017, in collaborazione con altri enti bilaterali Agsg e Ebincolf, ha aggiunto un’attività con 14 corsi attivi per babysitter, movimentazione malati, primo soccorso e sicurezza con quaderni illustrativi in cui viene spiegato l’atteggiamento da assumere e da evitare nel contesto lavorativo.

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