Atp Esercizio, grazie alla scelta di Regione Liguria, Città Metropolitana e Comuni interessati, diventa soggetto attuatore per i finanziamenti nell’ambito dei trasporti che la strategia nazionale arre interne ha destinato alla zona “Antola-Tigullio” con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali.

Nell’ambito del programma si punta al potenziamento del servizio di trasporto pubblico locale per i residenti e per incentivare una presenza turistica con la creazione di due nuovi punti di interscambio (Bargagli e Borzonasca) che verranno realizzati direttamente dai Comuni competenti, l’acquisto di 5 bus di ridotte dimensione, risorse aggiuntive per l’esercizio e la progettazione e sperimentazione di formule di “trasporto a chiamata”.

Per la parte Atp il finanziamento recepito è complessivamente di 1,2 milioni di euro per il quadriennio 2018-2021. L’attenzione del programma è rivolta anche al miglioramento dell’offerta per i turisti con l’acquisizione di sistemi di trasporto delle biciclette (carrelli e/o rastrelliere) con il cosiddetto “Bike Bus”.

In generale, il sistema dovrà cercare di soddisfare due esigenze: la minimizzazione dei costi operativi e la massimizzazione del livello di servizio offerto all’utente contribuendo all’identificazione di un miglior equilibrio grazie anche al rinnovo del parco mezzi e a nuove modalità organizzative.

In termini pratici, si prevede l’acquisto di 5 mezzi di piccole dimensioni, ideali per il trasporto pubblico nell’entroterra: bus tipo Daily o Navigo, che hanno una lunghezza di 6/7 metri e possono portare 22 passeggeri.

«La decisione di Regione Liguria assunta insieme ad altri enti, – sostiene Carlo Malerba, amministratore delegato di Atp – contribuisce anche a ridurre il contenzioso che il socio privato di Atp Esercizio circa la validità dei crediti a bilancio a valere proprio sul programma “aree interne” che abbiamo ereditato dalla precedente gestione».

«Si va ad incidere e a migliorare – commenta Claudio Garbarino, consigliere ai Trasporti della Città Metropolitana di Genova – la qualità della vita di chi abita in zone disagiate dell’entroterra. Si tratta di dare una risposta concreta a quel servizio che è più “sociale” che pubblico».

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