Le aziende italiane di trasporto pubblico locale accettano la sfida della transizione alla modalità sostenibile e ora si aspettano dal governo strumenti adeguati per la sostituzione dei mezzi. In questo processo di innovazione Amt sta fornendo al settore una best practice di livello nazionale. È quanto dichiara a Liguria Business Journal Andrea Gibelli, presidente di Fnm (il principale gruppo integrato nel trasporto e nella mobilità in Lombardia, comprende, tra l’altro, Ferrovienord, Nord Ing e Trenord) e di Asstra l’associazione datoriale delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia, con 140 associati e il 95% del mercato del trasporto urbano).

«Oggi – spiega Gibelli – il grande tema è quello della transizione energetica, del passaggio dal carburante di origine fossile a quelli a zero emissione, l’elettrico e l’idrogeno. Siamo in una fase storica in cui bisogna rinnovare le flotte e la domanda di Asstra è come fare in concreto questa la transizione. La sfida l’abbiamo accettata, ora come procedere? Dipende dagli strumenti che il legislatore ci mette a disposizione, cioè i finanziamnti per la sostituzione dei mezzi».

«Il Piano nazionale della mobilità sostenibile – precisa il presidente di Asstra – mette a disposizione 3,8 miliardi di euro e ha una sua ratio, effettivamente diretta a favorire la transizione alla mobilità sostenibile, però contiene anche alcune storture, che sono elemento di discussione. Premesso che accettiamo come associazione la transizione alla ecosostenibilità e all’elettrico, quello che chiediamo al govermo è di erogare le risorse in maniera compatibile con la capacità delle imprese di rendere i propri cicli di produzione del servizio compatibili con le nuove tenologie. In poche parole bus eletrico e bus a gasolio non hanno lo stesso ciclo di lavoro. Bisogna calare il piano, che peraltro noi consideriamo un’opportunità, nella vita concreta delle aziende».

La transizione non è facile anche perché i bus elettrici hanno tuttora un costo elevato. Non sarebbe più conveniente puntare sui mezzi a tecnologia diesel di avanguardia come gli Euro VI? «Ci vuole un mix dei diversi tipi di propulsione. La risposta non può essere bianco o nero. È giusto puntare su mezzi dove è in corso una sperimentazione affiancandoli a mezzi di ultima generazione. Teniamo presente che la tecnologia si sta evolvendo rapidamente. Gli analisti a livello mondiale dicevano fino a qualche anno fa che il punto di pareggio in fatto di costo tra bus elettrico e bus a combustibile fossile si sarebbe raggiunto nel 2035, ora questo break even point è anticipato al 2033. Ch cosa è successo? È successo che la Cina ha deciso di investire in misura massiccia nell’elettrico, al momento un terzo dei veicoli completamente elettrici viene prodotto e vednuto in Cina. L’aumento della produzione ha comportato un calo dei prezzi. E la situazione, e quindi la data del punto di pareggio, potrebbe cambiare ancora».

Genova ha un programma ambizioso di rinnovo del proprio parco automezzi. «L’attività di Amt si può considerare una best practice in fatto di innovazione, per quello che sta facendo e soprattutto per come lo sta facendo. Per rinnovare la flotta bisogna essere dei bravi manager, per farlo in una città come Genova, con le sue cattaristiche urbanistiche e morfologiche, le sue strettoie e le sue colline, bisogna essere più che bravi».

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