Ridurre le difficoltà dei dipendenti ex Ilva sospendendo le rate dei mutui e dei prestiti. La proposta, lanciata dal sindacato dei bancari Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), è stata accolta dall’associazione delle aziende di credito e degli intermediari fianziari Abi (Associazione bancaria italiana)

Il segretario generale dell’organizzazione sindacale, Lando Sileoni, in una nota ha annunciato che l’associazione «sensibilizzerà le banche affinché via sia la massima attenzione sugli strumenti già disponibili e per individuare nuove misure per ridurre le difficoltà dei lavoratori. La crisi dell’acciaieria pugliese – ha spiegato Sileoni – è ormai una vera e propria emergenza nazionale, una enorme calamità sociale che sta assumendo toni drammatici. A nostro giudizio tutti devono fare la loro parte. Pure le banche devono contribuire, non solo supportando l’attività industriale con liquidità e linee di credito, ma anche, e soprattutto in questa fase incerta, tendendo la mano alle lavoratrici e ai lavoratori del gruppo. In questo senso, chiediamo ai vertici del settore bancario e all’Abi di valutare iniziative di sospensione delle rate dei mutui e dei prestiti dei dipendenti Ilva e delle aziende collegate, imitando iniziative analoghe già intraprese con sensibilità e successo, in occasione di calamità naturali».

Pronta la risposta dell’Abi. In una nota «il presidente e il direttore generale dell’Abi, Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, esprimono massima attenzione dell’associazione alle esigenze dei lavoratori dell’Ilva di Taranto in un momento molto problematico sulle loro prospettive e accolgono con favore quanto auspicato dal segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, per contribuire a individuare gli strumenti più adeguati per venire incontro alle eventuali esigenze che dovessero emergere relativamente ai finanziamenti contratti da lavoratori dell’Ilva».

La nota dell’Abi sottolinea che l’associazione «sensibilizzerà le banche affinché via sia la massima attenzione sugli strumenti già disponibili e per individuare nuove misure per ridurre le difficoltà dei lavoratori»

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