Buoni dematerializzati per i liguri affetti da celiachia a partire da gennaio. La giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale, ha dato il via libera alla convenzione con Regione Lombardia e Alisa per garantire l’utilizzo del software Celiachi@RL.

In Liguria la celiachia colpisce circa l’1% della popolazione: si stima la presenza di circa 16 mila soggetti celiaci mentre i titolari di buoni cartacei erogati dal sistema sanitario regionale per l’acquisto degli alimenti senza glutine sono 5.300 circa, di cui 3700 femmine: circa 2500 sono in Asl3 (47%), poco più di mille in Asl2 (19%), 638 in Asl1 (12%) e 585 in Asl4 e altrettanti nella Asl5 (in entrambi i casi l’11%). La maggior parte dei pazienti ha un’età compresa tra 41 e 65 anni (2.035 soggetti), seguiti dalla fascia 19-40 anni (1641 soggetti).

Con questi nuovi buoni al posto dei cartacei, i soggetti interessati da celiachia potranno recarsi nei punti vendita abilitati per il ritiro dei prodotti loro destinati, garantendo il riconoscimento tramite l’uso della tessera sanitaria. La gestione informatica dei buoni inoltre garantisce l’aggiornamento in tempo reale del tetto di spesa al quale i pazienti hanno diritto e assicura una serie di vantaggi tra cui modalità uniformi di erogazione delle cure, una risposta più efficace alle esigenze dei pazienti, un efficientamento nell’organizzazione e la tracciabilità del processo con un risparmio per il sistema e una semplificazione dei controlli.

«Il passaggio ai buoni dematerializzati – spiega Viale – ha l’obiettivo di semplificare la vita dei pazienti, facilitando l’accesso ai prodotti senza glutine non solo nella propria Asl ma anche oltre i confini regionali, considerato che lo stesso software è utilizzato in Lombardia e in altre regioni. Allo stesso modo i pazienti che da fuori regione verranno in Liguria potranno rifornirsi di prodotti anche nei nostri rivenditori, senza alcuna difficoltà».

Per garantire un’efficace condivisione del progetto, Alisa ha realizzato una serie di incontri con i direttori sociosanitari, con i referenti aziendali per la celiachia e con i referenti dell’associazione dei malati (Aic), oltre che con i rappresentanti della grande distribuzione e con i farmacisti.

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