Genova al 73° posto, Imperia addirittura al 90° su 104 capoluoghi di provincia, vanno meglio La Spezia (21° posto) e Savona (39° posto).

Arretrano le principali città liguri nella classifica di Legambiente sull’Ecosistema urbano: «L’analisi sugli ultimi 6 anni – dice Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – vede per tutti e 4 i capoluoghi liguri un arretramento, in 5 anni Genova ha perso 24 posizioni, soprattutto a causa del pessimo dato di raccolta differenziata ancora sotto al 35%, ma anche dell’aumento dell’inquinamento da polveri sottili e della dispersione della rete idrica». Altro elemento è l’incidentalità stradale, Genova è sul podio di questo triste primato: i morti e feriti in incidenti stradali ogni mille abitanti sono 9,4, più bassi i valori negli altri tre capoluoghi: 6,5 a Imperia, 7 alla Spezia e 7,4 a Savona.

«Male anche il tasso di motorizzazione – aggiunge Grammatico – continuano a scendere i passeggeri del tpl, che passano ai motorini». Se da un lato Genova registra un tasso inferiore a 50 auto per 100 abitanti (il numero di auto circolante ogni 1000 abitanti è 470), dall’altro è ai primi posti per moto circolanti ogni 100 abitanti: 25. Più alto ancora il dato di Savona (26) e Imperia (28), La Spezia è ferma a 19.

Del resto l’alternativa manca: i metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti nel 2018 ammontavano a 0,23 a Genova, 2,09 a Imperia, 2,10 a Savona e 2,94 alla Spezia. I km totali nel 2018 per Genova si fermavano a 11,5, a 2 a Imperia, a 6,3 a Savona e a 8,6 alla Spezia. Scarsi anche i metri quadrati di isole pedonali per abitante: 0,18 a Genova, 0,06 a Imperia, 0,15 a Savona e 0,33 alla Spezia.

Per il presidente di Legambiente, sulla qualità dell’aria è necessario intervenire sulla sostituzione dei mezzi fortemente inquinanti, ma non solo: «Crediamo che i provvedimenti presi siano ancora troppo timidi, altre città hanno pensato ad altre soluzioni, ma è rendendo attraente il Tpl che la città di conseguenza diventa attrattiva». I giorni fuorilegge per l’ozono sono stati 103 a Genova, primo posto nazionale con Brescia. Per quanto riguarda il biossido di azoto, Genova ha superato il valore limite di oltre il 50% in almeno una centralina.

Sul Tpl Genova si dimostra avanti sul Pums, visto che è stato almeno varato, mentre per quanto riguarda la mobilità a emissioni zero, Genova vede un 39% di spostamenti, soprattutto grazie al treno. Durano invece meno di mezz’ora i tragitti del 30% dei genovesi. Da svecchiare i della metropolitana, visto che sono i più anziani d’Italia: oltre 20 anni nonostante i 7 nuovi convogli acquistati tra il 2016 e il 2017. Amt è al quinto posto per percentuale di copertura di costi operativi netti con ricavi non sussidiati: 41,6% nel 2017.

Scarso anche il verde fruibile in area urbana rispetto a gran parte delle città italiane: 6,4 mq per abitante a Genova. Leggermente meglio le altre province: La Spezia 11,7, Savona, 6,7, Imperia 7,9.

Il rapporto Ecosistema Urbano

Uno studio basato su 18 indici principali, che esamina oltre 30 mila dati raccolti attraverso questionari inviati da Legambiente ai 104 Comuni capoluogo, oltre che le informazioni di altre fonti statistiche accreditate.

«La ricerca è giunta al 26° anno, visto che è nata nel 1993 – dice Mirko Laurenti, responsabile del rapporto – la realizziamo insieme ad Ambiente Italia e con la collaborazione del Sole24Ore. L’edizione di quest’anno fotografa un paese fermo, che ha gli stessi problemi del 1993 e non si vedono miglioramenti significativi, se si esclude una maggiore volontà dei cittadini verso le buone pratiche».

Tornando ai dati evidenziati da Grammatico, Genova (con il 38,8%) e La Spezia sono tra le città in cui la dispersione idrica è superiore al 35%, fanno meglio Savona e Imperia con una percentuale tra il 20 e il 25%, anche se il dato fisiologico sarebbe tra il 10 e il 15%.

Bassa la percentuale di corpi idrici in stato chimico buono: tra 0 e 25% a Genova, tra 26 e 50% se si considera il territorio metropolitano, tra il 76 e 100% a Savona e Imperia.

Il report analizza anche i consumi di acqua potabile per uso domestico: 121,9 litri abitante al giorno a Genova, molto meno rispetto alle altre tre province liguri: Imperia 153,9, La Spezia 135,3, Savona 156,3.

Buona la capacità di depurazione delle acque reflue: 100% per Genova, 95% per Imperia, 98% per Savona, più indietro La Spezia con 88%.

Per quanto riguarda i rifiuti, Genova produce 486 kg abitanti all’anno e ha un costo procapite di smaltimento di 229 euro per abitante all’anno. La Spezia ne produce 488, Savona 544 kg, Imperia 532. Meno di 50 kg abitante all’anno la raccolta differenziata di frazione umida; anche Imperia fa parte della stessa categoria. La Spezia e Savona fanno leggermente meglio: tra 50 e 100 kg. Il giudizio sulla differenziata per Genova è “scarsa”, il più basso, Savona e Imperia sono “insufficienti”, La Spezia “sufficiente”. In percentuale, la differenziata a Genova è al 33,3%, a Savona al 42,4%, a Imperia al 35,2%, alla Spezia al 67,4%.

Un altro dato significativo di Genova è che conta 33.202 appartamenti deserti, il 10,7% delle abitazioni (vale il terzo posto italiano), a fronte di 1.136 provvedimenti di sfratto emessi.

Se si va a comprendere anche il territorio dell’area Metropolitana, 205 mila persone risultano risiedere in quartieri con alto potenziale di disagio sociale ed economico, il 35,1% della popolazione totale.

L’ambiente in cui si vive, sottolinea il report di Legambiente, condiziona le opportunità di crescita: andando a guardare le percentuali per quartiere a Genova dei 15-29 enni Neet (che non studiano e non lavorano e che non sono inseriti in alcun circuito di formazione), il 3,4% sta a Carignano, il 15,9% a Ca’ Nuova al Cep di Pra’.

Tra gli altri indicatori presi in considerazione, Genova risulta sedicesima per numero di neoassunti con contratti di lavoro relativi a green jobs: 7.440 persone, con un’incidenza percentuale sul totale dell’Italia dell’1,6%.

Nonostante i forti temporali e il rischio alluvione, Genova registra il record negativo di anomalia sulla precipitazione media annua tra il 2002-2016 rispetto al valore climatico 1971-2000: oltre 200 mm in meno (-16,2%). 11 gli eventi calamitosi registrati tra il 2010 e il 2019.

Ancora molto bassa la potenza installata (kW) su edifici pubblici ogni mille abitanti nel 2018: 2,45 a Genova, 7 a Imperia, 2,73 alla Spezia, 2,37 a Savona.

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