«Toti deve smettere di fare campagna elettorale sulla pelle dei liguri. Capisco benissimo che non sia in grado di fare il Presidente della Liguria, ma solo il globetrotter della comunicazione. A tutto, però, c’è un limite». È quanto ha dichiarato Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria, replicando in un comunicatoalle dichiarazioni  su Ilva e Gronda rilasciate dal governatore ligure questa mattina a margine della presentazione del Salone Orientamenti.

«Fondi per la Gronda nella Legge di Bilancio non ce ne devono essere – precisa Lunardon – perché a finanziare l’opera sono i pedaggi autostradali previsti dalla concessione, a prescindere da chi ne è il titolare. Questo è sempre stato un punto fermo della Gronda: lo Stato non ci mette un euro. Lo sa Toti? Su Fincantieri, invece, Toti deve dirci perché finora non abbia fatto nulla, salvo annunciare ciclicamente date per l’avvio e la conclusione dei lavori, che vengono sistematicamente smentite dai fatti. Posto che la discussione sulla Legge di Bilancio è ancora tutta da fare un Presidente di Regione minimamente responsabile proverebbe a costruire un rapporto di collaborazione con il Governo, per fare ciò che non è stato fatto dall’Esecutivo precedente (quello dove stavano la Lega e Rixi): sottoscrivere un nuovo accordo di programma e trovare risorse costanti nel tempo per colmare il gap di 500 milioni di euro necessari a quest’intervento. La battaglia è tutta da fare. Noi siamo disposti a farla fino in fondo perché consideriamo questo investimento strategico per Genova, la Liguria e il Paese. Ci piacerebbe che Toti dismettesse i panni del guitto e si mettesse a fare l’uomo delle istituzioni».

Sull’ex Ilva, continua il capogruppo Pd, «ci aspettiamo che l’attuale Giunta regionale si comporti come aveva fatto la Giunta precedente con Fincantieri: allargare il fronte per unire ed evitare nuove divisioni, sapendo che la prima cosa da fare è chiedere ad ArcelorMittal, con una sola voce da Taranto, a Roma a Genova, di rispettare gli accordi su investimenti, occupazione e piano ambientale. Non vorremmo che i 300 mila euro di bond di ArcelorMittal acquistati dai suoi alleati della Lega impedissero a Toti di esprimere un giudizio sereno su questa vicenda così complessa da cui dipende il futuro industriale del Paese».

Nel pomeriggio  Toti ha risposto a Lunardon con un comunicato.

«I dirigenti del Pd Ligure – sostiene il governatore –  dovrebbero, come minimo, imparare a leggere prima di commentare. Non ho mai sostenuto, come dichiara il capogruppo Pd in Consiglio regionale Giovanni Lunardon, che la Gronda autostradale debba essere costruita con soldi pubblici. Ho detto l’esatto opposto, che avrebbe dovuto pagarla società autostrade. Peccato che la gazzarra intorno alle concessioni che il Governo sta portando avanti in modo inconcludente abbia bloccato ogni cantiere, compreso quello della Gronda, che già avrebbe dovuto partire lo scorso gennaio: a oggi, nonostante le promesse del Governo, non è ancora stata individuata né una soluzione né un tavolo dove discuterla».

«Per quanto riguarda Fincantieri e il suo ribaltamento a mare «le istituzioni locali lavorano da mesi con l’azienda e hanno definito il progetto. Peccato che il Governo si sia dimenticato di finanziarlo nella legge di stabilità. Stiamo parlando di quello stesso Governo che, vagheggiando di riconversioni di fabbriche in parchi giochi, ha cancellato lo scudo legale su Ilva consentendo al gruppo ArcelorMittal di ridiscutere investimenti e impegni».

«Un vero disastro su tutti i fronti – conclude Toti – un record anche per chi, come il Pd, di disastri ha una bella esperienza. La smettano di giustificare errori fatti in proprio o commessi per accontentare l’alleato grillino a cui debbono la poltrona. Invece di giustificare l’ingiustificabile cerchino di rimediare non con vuote parole ma con i fatti, i liguri li attendono»

 

 

 

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