Prendere in considerazione il cambiamento climatico come un’opportunità per convertire le aziende alla green economy e alla ecostenibilità. Questo uno dei temi del convegno organizzato da Orientamenti 2019 dal titolo “Green economy e green jobs”. Tra i relatori Patrizia Marini, presidente di Rete nazionale istituti agrari e Pietro Paolo Giampellegrini, commissario straordinario Agenzia in Liguria. Presenti centinaia di giovani da tutta la Liguria.

«Siamo a un punto di non ritorno in cui la terra sta collassando – dichiara Giampellegrini – a questi gravi cambiamenti climatici bisogna intervenire con una nuova economia che non può non essere green e sostenibile. È inutile che si continui a dire che questi fenomeni ci sono sempre stati nella storia. I cambiamenti climatici sono un problema relativamente giovane degli ultimi cento anni e non ce n’è traccia negli anni precedenti. Il tema è ambientale ma anche sociale ed etico».

A oggi in Liguria sono 8.998 le imprese delle 345 mila nazionali che hanno investito su tecnologie green per ridurre l’impatto di Co2. Non ultima la centrale Enel della Spezia che ha avviato il processo di decarbonizzazione nei giorni scorsi.

«È necessario sostituire il vecchio modello economico perché da tempo non funziona più  – precisa Giampellegrini  –  è arrivato il momento di investire in nuove forme di energia come la solare, l’eolico e l’idrico, abbandonando il fossile il prima possibile».

Secondo i primi dati l’opzione green economy non solo porterà benefici a livello ambientale ma anche a livello produttivo con una riduzione del prezzo investito in energie fossili e un aumento occupazionale non indifferente. In Italia, la conversione delle imprese porterà circa 500 mila nuovi posti di lavoro di cui molti in Liguria entro il 2023.

«Il fatto che non ci sia più la vecchia economia – spiega Giampellegrini – non vuol dire che finirà il mondo ma che si creeranno nuove professionalità, nuovi posti di lavoro perché per costruire questo nuovo sistema economico  bisognerà mettere a punto nuovi sistemi di produzione, dei sistemi di trasporto di energia elettrica e una nuova viabilità».

Alla convegno anche uno spazio dedicato al packaging nel futuro per ridurre i rifiuti plastici.

«Noi di Rete nazionale istituti agrari ci occupiamo dei temi dell’Agenda 2030 – dichiara Marini – sempre più i ragazzi devono avviarsi a un futuro nel mondo del lavoro che sia rispettoso dell’ambiente, che salvaguardi soprattutto la terra per il futuro perché la terra è l’unico elemento presente a questo mondo che non può più ricostruirsi una volta distrutto. Sta a noi fare delle produzioni e delle trasformazioni che siano il più ecocompatibili. Lo stesso mercato del mondo del lavoro ci insegna che persino il packaging sta cambiando. Ci sono già nuove norme sulla produzione della plastica che ci permetteranno di capire come potrà essere il packaging nel futuro».

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