Negli ultimi dieci anni (2008-2018) le presenze di turisti in Liguria sono cresciute (+7,5%) ma a un tasso dimezzato rispetto alla media italiana (+14,8%). A frenare la crescita del dato ligure è stato il calo subito dal Ponente, che con 5,8 milioni assorbe ancora il 66% delle presenze, mentre in forte crescita risultano il Levante e Genova. Elementi di debolezza dell’offerta turistica ligure sono la sua inadeguatezza rispetto alle aspettative della domanda nella fascia più alta e le carenze infrastrutturali del territorio. È quanto emerge da un’analisi che Romina Galleri, economista della direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, ha condotto per Liguria Business Journal

Nel periodo considerato il territorio della Spezia registra +49,6%, quello genovese +20,0%, il savonese -4,6% e l’imperiese -5,8%.

In sensibile aumento risultano le presenze dei turisti stranieri: +51%, mentre la media nazionale è +33,8%. In calo gli italiani: -10,6%.

Il risultato di questo processo è un mutamento nella composizione delle presenze: nel 2008 in Liguria gli stranieri erano il 29,3% e gli italiani il 70,7% (Italia: 43,3% e 56,7%), nel 2018 gli stranieri arrivano al 41,2% con gli italiani al 58,8% (Italia: stranieri 50,5%, italiani 49,5%).

La differenza dei trend rispetto al resto della Liguria di Genova e La Spezia e la debolezza di Savona e Imperia risultano evidenti nel periodo di crisi che è iniziato sul finire del 2008 e in Italia è durato fino al 2013.

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Il grafico mostra nel 2009 un dato negativo per Italia, Liguria, Savona e Imperia; un dato positivo per Genova (sia pure di pochissimo) e per La Spezia (quasi +5%). Nel 2010 l’Italia torna in positivo, rimangono in negativo tutte le province liguri tranne Genova, nel 2011 tutti gli indicatori risultano positivi, nel 2012 dopo la crisi che ha portato al governo Monti, tutti gli indicatori appaiono negativi, nel 2013 portano il segno meno Italia, Liguria, Savona e Imperia, mentre Genova e soprattutto La Spezia (intorno a +10%) mostrano il segno più. Nel 2014 è negativa soltanto Imperia, nel 2015 appaiono tutti positivi, e si distinguono La Spezia, che sfiora il +15% e Genova, che supera nettamente il 6%. Tutti positivi anche nel 2017. Nel 2018 l’Italia è in positivo, mentre in Liguria tutti i segni tornano in negativo, soprattutto a Imperia e Savona. Tutti negativi i segni dei primi sette mesi del 2019. Gli ultimi mesi del 2018 e i primi del 2019 in Liguria sono condizionati anche dal crollo di Ponte Morandi, dalle preoccupazioni per lo stato dei trasporti nel nodo genovese, ma anche dai danni causati dalla mareggiata soprattutto nel Tigullio. Il grafico della tabella 6 lo mostra chiaramente.

Uno dei principali elementi di debolezza dell’offerta turistica della Liguria è la sua inadeguatezza rispetto alle aspettative della domanda nella fascia più alta: la Liguria non ha potuto contare su una diffusa offerta alberghiera ad alto stellaggio

Gli hotel 5 stelle liguri, con 1.991 posti letto (di cui 1.178 in provincia di Genova) rappresentano il 3,2% dei posti letto totali degli esercizi alberghieri liguri. L’offerta delle strutture alberghiere liguri è concentrata sulla fascia medio-bassa da 1 a 3 stelle. Le strutture 4 stelle e 5 stelle sono meno presenti rispetto alla media italiana. Una situazione paradossale, considerata la qualità del paesaggio e del mare, con 30 spiagge Bandiera Blu, 12 Approdi turistici Bandiera Blu, 15 Bandiere Arancioni, 24 tra i Borghi più belli d’Italia.

Come stanno rispondendo le aziende alberghiere al nuovo contesto competitivo? Per rispondere a questa domanda, nel periodo marzo-giugno 2018 la direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha svolto un’indagine online su un campione di 588 imprese alberghiere (corrispondenti a un tasso di risposta del 45%) che realizzano più di 1,3 miliardi di euro di fatturato e offrono circa 130 mila posti letto. In Liguria sono stati compilati 30 questionari: 26 hotel situati in località marine, 2 in città d’arte (Genova) e 2 in zone collinari (entroterra). In Liguria il 76% degli hotel intervistati ha 3 stelle, il 24% 4 stelle.

Dall’indagine risulta che in Liguria il 57% delle strutture alberghiere punterà sull’attrazione della clientela straniera dei paesi emergenti, il 50% sulla capacità di dare risposte ai nuovi stili di vita. La focalizzazione su clientela di elevato standing è una strategia che sarà intrapresa dal 47% degli intervistati. Minor interesse per l’adesione a convenzioni di welfare aziendale, l’attrazione della clientela straniera tradizionale e il segmento low cost. La propensione a investire si concentra su internet, wifi e digitalizzazione.

Gli albergatori denunciano ostacoli sia di carattere nazionale sia locale. Gli scarsi investimenti nelle infrastrutture e nei trasporti sono indicati come uno dei maggiori ostacoli.

Per rilanciare il turismo e ridurre la stagionalità, meno accentuata rispetto alle regioni competitor italiane, ma comunque elevata, secondo l’indagine di Intesa Sanpaolo la Liguria può far leva sulle bellezze del territorio godibili durante tutto l’anno, sulle specialità alimentari tipiche locali, e sul fatto che sul suo territorio un gran numero di sport ed esperienze sono fruibili anche al di fuori della stagione estiva e le regioni dai quali provengono più turisti italiani verso la Liguria sono quelle in cui si pratica più sport.

Turismo, l’elaborazione dell’ufficio Studi di Intesa SanPaolo per Liguria Business Journal

 

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