Glucometri indossabili che possono monitorare il livello del glucosio del sangue in una persona diabetica, con un supporto in più fornito dall’intelligenza artificiale e dal machine learning: prendere in considerazione non solo il dato misurato ma anche tutto un contesto di attività fisiche, di abitudini e di azioni giornalieri per poter eventualmente prevedere l’insorgenza di una crisi glicemica. Si tratta di una delle applicazioni del 5G in ambito salute presentate alla Genova Smart Week da Stefano Rovetta docente di Informatica all’Università di Genova e founding partner di Vega Research Laboratories, uno spin off dell’Ateneo.

Stefano Rovetta

Vega Research Laboratories è una startup innovativa che si occupa principalmente del mantenimento della salute: «Le nostre applicazioni – spiega Rovetta – cercano di seguire le persone fragili da casa, monitorano l’andamento delle patologie croniche come il diabete, cercano di evidenziare possibili decadimenti o peggioramenti di condizioni come demenza molto precoce, attraverso attività che si basano sull’interazione con strumenti che includono tecnologie di intelligenza artificiale come il machine learning. Proprio su questo punto, i requisiti tecnologici degli apparecchi moderni, come potrebbero essere i telefoni, cominciano a riverlarsi insufficienti».

Non è l’unico strumento su cui si stanno concentrando i ricercatori: «Per quanto riguarda la demenza – racconta – stiamo studiando con un progetto attivo chiamato “Ai memo”, due canali: quello della misurazione, prevenzione e stimolazione del soggetto e quello dell’analisi dello specialista. Il soggetto sarà impegnato in attività come giochi mirati su certe capacità cognitive con l’obbiettivo di mantenere queste capacità ma anche di monitorare l’evoluzione delle stesse».

Il 5G in questo caso è fondamentale: «Ci attendiamo la pervasività da questo tipo di tecnologie, di conseguenza una grandissima quantità di sensori dovrà mandare in giro segnali ad alta frequenza e le reti attuali potrebbero rivelarsi inadeguate. Il 5G ci offre una maggiore densità di dati trasmissibili per chilometro quadrato. Un altro aspetto è quello della capacità di elaborazione e della capacità di calcolo, in quanto il machine learning è molto “pesante” e richiede molta potenza computazionale. Il 5G invece ci offre la possibilità di tarare in modo ottimale la distanza del server che deve fare questo tipo di elaborazioni.  Nell’ambito del mantenimento della salute una delle garanzie che ci aspettiamo dal 5G è la garanzia della protezione dei dati personali e sensibili che riguardano la salute della persona».

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