Due delle principali sedi museali di Genova, Palazzo Rosso e Sant’Agostino, saranno interessate da importanti interventi di adeguamento impiantistico e strutturale a partire dal mese di dicembre. Le delicate operazioni di smontaggio per far posto ai cantieri renderanno necessario un periodo di chiusura.

«Questi lavori di ripristino – spiega Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali – si sono resi necessari per rinnovare le strutture e adeguarle ai vigenti standard di qualità e sicurezza.  Con l’avvio dei lavori si sblocca finalmente una situazione che da anni richiedeva un intervento complessivo e risolutore di svariate criticità nella componente impiantistica; il finanziamento del “patto per Genova” coprirà per tre quarti i lavori, mentre il restante quarto sarà destinato ad attività edilizie complementari, ma anche di recupero dell’assetto museale progettato da Franco Albini».

Palazzo Rosso, sarà dotato di una nuova e più appropriata illuminazione, mentre il Museo di Sant’Agostino sarà pronto per un riallestimento che consentirà alla struttura una crescita di qualità.

I lavori di Palazzo Rosso riguarderanno prevalentemente l’ammodernamento tecnologico e la messa a norma degli impianti (idraulici, meccanici, elettrici e speciali), con adeguamenti necessari per l’utilizzo delle reti informatiche che nei musei moderni permettono di offrire esperienze di visita del tutto differenti rispetto al passato.

Un assaggio di quanto potranno offrire i musei rinnovati e adeguati alle nuove tecnologie sarà possibile, nel frattempo, grazie alla sperimentazione 5G e al progetto promosso da Ericsson, Fastweb, Comune di Genova e Musei di Strada Nuova. Un’avveniristica esperienza immersiva farà rivivere le diverse fasi decorative della residenza dei Brignole–Sale e dei meravigliosi dipinti in essa conservati. Il 5G permetterà di “virtualizzare” alcuni spazi di Palazzo Rosso mappati con panorami a 360°.

Un video 3D racconterà, in sintesi, le tappe del lungo processo di trasformazione di un palazzo storico che da residenza privata è diventato museo pubblico dopo un lungo intervento di ripristino architettonico e restauro durato dal 1953 al 1961. Grazie alle nuove tecnologie su base 3D è stato possibile far rivivere affreschi perduti, ambienti originali con i loro arredi, stucchi, decori, ma anche immergersi all’interno dei dipinti esposti nelle sale, per guardare oltre la tela e scoprire la ricchezza di un patrimonio ancora tutto da conoscere e valorizzare.

Per la nuova progettazione degli impianti è stata dedicata particolare attenzione a trovare soluzioni che non danneggiassero l’apparato decorativo parietale del secondo piano nobile (l’unico affrescato) e i pavimenti di marmo.

Attualmente il progetto esecutivo è nella fase di verifica necessaria all’approvazione dell’esecuzione dei lavori e, conseguentemente, della pubblicazione del bando per la gara d’appalto entro l’anno in corso. L’avvio delle operazioni di cantiere è previsto per i primi mesi del 2020, dopo la complessa e delicata attività di disallestimento della pinacoteca, necessaria per preservare l’integrità delle opere.

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