Genova for yachting era nata questa estate per fare conoscere la nautica professionale – marine, cantieri, tecnologie e aziende specializzate, servizi – e dialogare con le istituzioni sui temi di interesse per il comparto. Oggi il suo presidente, Giovanni Costaguta, ha firmato con l’assessore comunale allo Sviluppo portuale e logistico, Francesco Maresca, un memorandum of understanding per realizzare una collaborazione strategica tra l’associazione e l’amministrazione comunale.

Francesco Maresca

«Il Comune – spiega Maresca – ha l’obiettivo di fare di Genova la capitale della nautica mondiale. Intanto programmeremo iniziative comuni anche per fare conoscere meglio un settore che offre opportunità di lavoro ai giovani. Ma le occasioni di collaborazione sono molte, potremo portare insieme a Roma tante questioni, tante richieste condivisibili del comparto. E ogni mese verificheremo insieme l’andamento e i risultati di questo percorso comune».

Spazi e strutture adeguate per le proprie attività e adeguata formazione dei giovani sono i temi su cui l’associazione intende dialogare con le istituzioni. Il dialogo presuppone che sia conosciuto anche dall’opinione pubblica, nelle sue reali dimensioni, un cluster che conta 33 aziende associate, 121 milioni di euro di fatturato nel 2018, 342 addetti, oltre mille i fornitori tra Genova e il resto d’Italia. Un insieme di attività capaci di creare un indotto importante sul territorio nei settori dei servizi, dell’accoglienza e del turismo, del commercio e anche culturale. Si tenga presente che il cluster genovese si occupa esclusivamente di servizi rivolti ai grandi yacht ed è in grado di fornire tutto ciò di cui queste unità hanno bisogno. Le barche oltre 25 metri sono 6 mila nel mondo, e ciascuna in media richiede una spesa annua di un milione di euro. La loro necessità di refit è continua e  la spesa non riguarda soltanto la manutenzione. L’armatore del grande yacht quando non l’usa lo lascia in porto con l’equipaggio, che a sua volta spende, in alberghi, affitto di abitazioni, e in tutto ciò che è necessario alla vita quotidiana. Il potenziale di sviluppo, non solo per gli opetatori ma per la città, quindi, è enorme.

Giovanni Costaguta

I primi dati sul cluster sono stati raccolti dall’associazione. «Ora – annuncia Costaguta – stiamo portando avanti un report sul settore in collaborazione con lo Studio Ambrosetti che presenteremo con un convegno in primavera».

La formazione delle giovani generazioni è l’altra tema su cui l’associazione intende collaborare con le istituzioni. «Dialoghiamo – dice Costaguta – con la Regione, l’Università, gli istituti tecnici per ottenere piani di studi più rispondenti alle esigenze delle aziende».

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