Dalle 12 di giovedì 14 novembre alle 22,30 di domenica 17 novembre 2019, il cuore del centro storico genovese profumerà di tartufo. Per il terzo anno consecutivo, la manifestazione gastronomica tematica “Tartufando” sarà ospitata nelle aree del Civ di Sarzano e Sant’Agostino, per una quattro giorni di degustazioni, menù dedicati, incontri con esperti e vendita diretta.

Un’area fieristica sarà allestita in piazza Sarzano, con stand di produttori e proposte di street food. I produttori diretti e i mastri tartufai dell’associazione Tartufai e Tartuficoltori Liguri parleranno della lunga tradizione ligure e illustreranno le tecniche di ricerca con dimostrazioni anche dell’abilità dei cani da tartufo.

Un evento in costante crescita che in tre edizioni ha contato circa 30 mila pasti serviti, un incremento notevole di esercenti coinvolti, da 18 a 35 e più di 120 proposte gastronomiche per il 2019.

«Tartufando – illustra l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – rientra tra le iniziative che, come Regione Liguria, con la collaborazione di Liguria International e Confesercenti, abbiamo finanziato per promuovere il nostro territorio. Anche dal buon commercio passa la riqualificazione del nostro centro storico».

«Abbiamo sostenuto come Comune la manifestazione sin dal suo primo anno – sottolinea l’assessore al Commercio del Comune di Genova, Paola Bordilli – in una zona come quella tra Ravecca e Sarzano, il food è uno tra i punti forti, proprio da utilizzare come “richiamo” per queste vie del centro storico cittadino».

«Una manifestazione che mette al centro un prodotto, consacrandolo di fatto attraverso le ricette esclusive proposte – dichiara Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova – come Confesercenti siamo al fianco, fin dalla prima edizione, dei ristoratori e degli esercenti partecipanti».

«L’idea di Tartufando – precisa Matteo Zedda, presidente del Civ di Sarzano e Sant’Agostino – è quella di rendere accessibile a tutte le tasche un prodotto d’élite, declinandolo a seconda dell’estro degli chef e degli esercenti aderenti».

«A livello nazionale – commenta Selene Spinosa, tartufaia e rappresentante della Condotta Slow Food Genova-Giovanni Rebora – si crede, ancora, che il tartufo sia prodotto esclusivo di alcune regioni: nulla di più falso, il tartufo è su tutto il territorio nazionale e, come tale, anche la Liguria ha grande tradizione e cultura in merito. Per fare questo mestiere ci vuole studio, dedizione e costanza. Le aree di ricerca esistono da secoli e spesso si tratta di segreti che vengono tramandati di generazione in generazione».

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