Dispositivi indossabili che registrano la frequenza cardiaca o la saturazione dell’ossigeno nel sangue, software che monitorano gli accessi a varchi autostradali o portuali, robot e molto altro.

La sezione espositiva di C1a0 expo, la prima edizione dell’esposizione dedicata all’intelligenza artificiale e in corso sino a domani a Palazzo San Giorgio di Genova, è una sorta di “paese dei balocchi” per chi non è addetto ai lavori, ma anche un’occasione, per chi invece fa business, di trovare soluzioni innovative su cui investire.

Chiunque abbia dovuto indossare il dispositivo per l’esame holter cardiaco, sa che per 24 ore avrà addosso una scatola con una serie di elettrodi attaccati alla pelle. L’invenzione di Life Italia invece consente di effettuare lo stesso esame indossando semplicemente una maglietta (nella foto di apertura): «Siamo una realtà – spiega Matteo Frigerio di Life Italia – che produce dispositivi sensorizzati indossabili, abbiamo una linea clinica e una dedicata allo sport. Il nostro inchiostro conduttivo è usato per realizzare elettrodi che acquisiscano l’attività cardiaca e un’altra serie di sensori per l’attività respiratoria, per il movimento, l’attività elettroencefalografica, oculografica». Non solo, la “maglietta” può servire per calcolare la saturimetria, cioè la saturazione dell’ossigeno nel sangue.

I dati vengono salvati su un dispositivo chiamato data logger, che si attacca sulla schiena con un aggancio elettromeccanico e permette il salvataggio dei dati o in locale su scheda sd o in cloud, tutto a disposizione del medico. «Come azienda – aggiunge Frigerio – forniamo anche un software che analizza i vari segnali: l’algoritmo per esempio è in grado di identificare le aritmie cardiache che comunque vanno sempre validate dal medico».

La versione sportiva della maglietta ha un in cui numero ridotto di canali per l’elettrocardiogramma a vantaggio di più elettrodi di movimento: «Lo scopo è monitorare la performance dell’atleta e la postura. In questo caso prevediamo un’applicazione destinata all’allenatore e una all’atleta. Il primo può studiare allenamenti su misura, il secondo si può tenere monitorato, ma anche ricevere indicazioni su come sta compiendo il gesto atletico».

Il mercato è ampio e Life Italia, azienda che conta circa 40 persone tra Genova e Milano (principalmente ingegneri biomedici), sta anche inserendo accessori per fornire altre opzioni a partire da un cappuccio per l’elettroencefalogramma e esame polisonografico, cioè lo studio del sonno.

Sempre in ambito salute e proprio in collaborazione con la stessa Life Italia (oltre che con l’Università di Genova il gruppo Fos), si inserisce il progetto Neuroglass di Fonda srl: «Come azienda – spiega Marco Ceraia, della sezione ricerca e sviluppo – siamo sul mercato dell’ipovisione da 8 anni. Il progetto Neuroglass è cofinanziato da Regione Liguria. L’idea è di realizzare un dispositivo in grado di monitorare l’insorgere o lo stato delle malattie neurodegenerative, viene usato con una piattaforma che rileva dati biomedici e non, come l’equilibrio, il movimento del capo e delle pupille. L’intelligenza artificiale riconosce i pattern e dà informazioni al clinico per valutare lo status paziente».

Il vantaggio di un dispositivo come l’occhiale è che sta sul viso e quindi è in grado di ottenere parametri impossibili da rilevare altrove, inoltre è un oggetto universalmente accettato e consente un monitoraggio continuativo sullo stato di salute del paziente anche al di fuori dell’ambiente clinico. «Il progetto – specifica Ceraia – dura circa 2 anni e siamo a metà strada. Abbiamo prodotto il primo prototipo di meccanica dell’occhiale, per testare diverse tipologie di sensori, il cui posizionamento è fondamentale». A collaborare al progetto tre dipartimenti universitari: il Dinogmi per la parte clinica (determinante per la validazione del dato), il Diten per i sensori, la trasmissione dei dati e il Dime per la montatura.

Non solo intelligenza artificiale applicata alla salute. Aitek, per esempio, ha portato a C1a0 soluzioni software e applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito sicurezza, videosorveglianza, gate automation per mercati come porti, interporti, reti stradali e reti ferroviarie. «I nostri algoritmi di analisi – spiega Giorgio Murruni della comunicazione e marketing – sono basati sul machine learning per rilevare in tempo reale eventi che possono essere pericolosi. Abbiamo curato svariati progetti nazionali e internazionali con una soluzione affidabile che permette di ottimizzare attività di controllo e monitoraggio di aree, riducendo i tempi operativi». A livello portuale, per esempio, l’automazione del gate consente, attraverso telecamere e sensori, di gestire procedure di entrata e uscita dal terminal portuale, lettura delle targhe e dei codici dei container.

Le applicazioni per il settore del retail, ma anche educative, del dispositivo Hololens 2 di Microsoft e Hevolus Innovation, sono potenzialmente infinite: non si tratta di semplici visori per la realtà virtuale, ma di una tecnologia completamente diversa, che evita anche il senso di nausea che spesso si ha utilizzando quei dispositivi: un raggio luminoso attraverso 8 lenti olografiche polarizzate. «Si tratta di un visore per la mixed reality in cui si può interagire con ologrammi», spiega Matteo Cordua di Hevolus, per esempio è anche possibile smontare e rimontare oggetti virtuali, o interagire con l’esatta riproduzione di se stessi, con possibilità di trasformarsi in uno speaker virtuale. La spesa, 3500 dollari, lo rende più adatto per soluzioni industriali.

Uno screenshot da un video sulle applicazioni di Hololens 2

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