Sarà il modello ”in-house proding” la linea di indirizzo per il servizio di gestione integrata dei rifiuti nel bacino del genovesato, il cui affidamento dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2020. A deciderlo il consiglio di Città metropolitana di Genova che ha individuato in Amiu Genova spa l’interlocutore a cui chiedere la formulazione di un’offerta tecnico-economica per l’espletamento del servizio. Si tratta del primo passo per l’assegnazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti per l’intero bacino del genovesato. Amiu già gestisce il servizio in 14 dei 31 Comuni interessati, per un numero di abitanti residenti complessivo pari al 95,39% dell’intero bacino,

Il genovesato è uno dei tre bacini territoriali individuati dal piano metropolitano di gestione dei rifiuti (gli altri due sono il Golfo Paradiso e la fascia costiera del Tigullio) ed è composto da 31 Comuni, compreso Genova. Questo l’elenco completo: Arenzano, Busalla, Campoligure, Campomorone, Casella, Ceranesi, Cogoleto, Crocefieschi, Davagna, Fascia, Fontanigorda, Genova, Gorreto, Isola del Cantone, Masone, Mele, Mignanego, Montebruno, Montoggio, Propata, Ronco Scrivia, Rondanina, Rossiglione, Rovegno, Sant’Olcese, Savignone, Serra Riccò, Tiglieto, Torriglia, Valbrevenna e Vobbia.

«La delibera della Città Metropolitana – dichiara Matteo Campora, assessore all’Ambiente e al Ciclo dei Rifiuti del Comune di Genova – è vista positivamente dall’amministrazione comunale genovese, che a iniziare dal sindaco Bucci ha sempre giudicato Amiu soggetto centrale nella gestione del waste, in qualità di in-house provider per tutta l’area dell’ex provincia di Genova».

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