Il presidente Usa Donald Trump ha escluso un accordo con la Cina che abolisca tutti i dazi sulle importazioni da Pechino in vigore da marzo e l’ottimismo dimostrato dagli operatori nei giorni scorsi è evaporato, lasciando il posto alla cautela. Le borse europee hanno chiuso tendenzialmente negative. Londra segna – 0,64%, Francoforte -0,46%, Parigi -0,02%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 25.549,63 punti (+0,11%) e Ftse Mib a 23.534,49 punti (+0,13%). Lo spread Btp/Bund continua ad aumentare, a causa della tensione provocata all’interno della maggioranza di governo dalla vicenda Ilva: oggi si è attestato sui 145 punti base (variazione +4,81%, rendimento Btp 10 anni+1,18%, rendimento Bund 10 anni-0,27%) dai 138 pb della chiusura precedente.

A Piazza Affari l’ampliamento dello spread ha frenato i bancari, con Ubi Banca -4,84% dopo una trimestrale inferiore alle aspettative. Il clima di incertezza ha dirottato gli investimenti sulle utility, con Hera +1,75%, Terna+1,74%, A2A +1,69%, Enel+1,69%. Fuori del listino principale tonfo di Fincantieri (-5,63%) dopo la trimestrale con ebitda sotto le attese.

Sul Forex, euro in discesa a 1,102 dollari (1,1047 ieri) e a 120,26 yen (120,73). Dollaro/yen a 109,12 (109,27).

Petrolio in calo a 56,5 dollari al barile nel Wti dicembre e a 61,61 dollari al barile nel Brent gennaio.

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