I commissari di Banca Carige Carige intervengono su richiesta Consob sulla relazione semestrale al 30 giugno 2018 che si chiuse con perdite per 20,5 milioni, salvo poi recepire a novembre rettifiche per oltre 219 milioni con una nota.

I commissari affermano che sulla base degli elementi presi in considerazione “non sono in condizioni di affermare” che la relazione “sia stata determinata in conformità ai principi contabili di riferimento applicabili all’ informativa finanziaria

infra-annuale (IAS 34)”. È quanto emerge da un comunicato della banca.

Nella risposta a Consob i commissari segnalano “che la solidità degli accantonamenti effettuati in sede di semestrale” era “obiettivamente indebolita dalle carenze procedurali” e che “la consapevolezza di tali carenze (ovviamente rilevanti anche ai fini del rispetto dei principi contabili) avrebbe reso appropriato portare ad un più puntuale recepimento delle indicazioni ispettive anche se preliminari”.

Nella nota integrativa si fa riferimento «sia alle conseguenze derivanti dalle succitate carenze procedurali sulla valutazione delle posizioni oggetto di ispezione sia all’entità della discrepanza fra gli accantonamenti effettuati e quelli richiesti e che le due circostanze non potevano che comportare la previsione di un rialzo dei medesimi accantonamenti una volta che i necessari approfondimenti fossero stati effettuati»

Ecco la nota diffusa da Banca Carige

«Diffusione di informazioni su richiesta Consob

Genova, 22 novembre 2019 – Come da richiesta pervenuta da Consob in data 21 novembre 2019 ai sensi dell’art. 114, comma 5, del D.Lgs. 58/98 (TUF), Banca Carige comunica la seguente integrazione dell’informativa contenuta nella situazione patrimoniale ed economica consolidata semestrale al 30 giugno 2019.

Descrizione delle carenze e delle criticità rilevate in ordine alla correttezza contabile della semestrale 2018, in base alle evidenze acquisite ad esito delle verifiche svolte

Breve cronologia degli eventi

Nel corso del 2018 la Banca Centrale Europea (“BCE”) ha svolto un processo ispettivo condotto in merito al rischio di credito e di controparte le cui attività on-site presso la Banca si sono concluse il 3 agosto 2018.

Il draft del rapporto ispettivo da parte della BCE è pervenuto alla Banca in data 16 ottobre 2018. Ad esso ha fatto seguito il processo di esame da parte della Banca sulle richieste pervenute alla luce di tutte le informazioni aggiornate a disposizione, incluse quelle relative alle operazioni di cessione in corso, poi concretizzatesi nell’ultima parte dell’esercizio.

Ad esito di detto processo di verifica ed elaborazione, le risposte preliminari da parte della Banca sono state inviate a BCE il 16 novembre 2018.

Nel secondo semestre 2018 si è svolta la fase di confronto e condivisione formale delle risultanze dell’ispezione tra la Banca e la BCE, che si è conclusa con l’emissione del rapporto ispettivo finale ricevuto dalla Banca il 9 gennaio 2019. Il rapporto ispettivo finale ha sostanzialmente confermato le carenze emerse in sede di verifica e contenute nel draft di rapporto.

Sintesi dei contenuti del rapporto ispettivo finale inviato da BCE

Le carenze e criticità evidenziate dalla BCE hanno evidenziato alcune debolezze nei processi della Banca sottostanti alla valutazione dei crediti e segnatamente:

 l’applicazione di scenari di recupero ponderati in funzione delle diverse probabilità di accadimento;

 l’adeguatezza degli strumenti per la corretta proiezione temporale dei flussi di cassa attesi per il rientro delle posizioni;

 gli scarti di garanzia (“haircut”) sugli immobili ipotecati, differenziati in funzione della classificazione degli NPE senza considerare la procedura esecutiva prevista;

 il supporto con adeguati dati storici e test retrospettivi agli haircut utilizzati;

 la metodologia tecnica di assegnazione delle posizioni a stage 2 (posizioni in bonis con segnali di deterioramento);

 i criteri per la valutazione degli accordi di ristrutturazione del debito e dei flussi di cassa attesi in uno scenario di continuità operativa;

 l’elevata manualità nel processo di stima degli accantonamenti sia per quanto riguarda le posizioni “unlikely to pay” (UTP) sia per le sofferenze;

 i tempi per la classificazione allo stato di “sofferenza” delle “inadempienze probabili revocate”;

 gestione delle misure di concessione (forbearance).

Il processo di valutazione interno della Banca con riferimento alla semestrale consolidata al 30 giugno 2018

I rilievi che sono emersi nel corso dell’ispezione hanno richiesto l’analisi da parte delle competenti strutture della Banca; tali analisi sono state condotte, anche per ovviare all’assenza di evidenze interne di backtesting, tramite benchmark di mercato condotte con il supporto di consulenti esterni.

Inoltre, dalle risultanze ispettive, è emerso che, nel caso di stima del valore di recupero di garanzie diverse dai beni immobiliari (ad esempio navi per le esposizioni creditizie verso aziende del settore navale), non fossero chiaramente definiti nelle policy, stante la peculiarità dei beni stessi, gli haircut da applicare, ma che la Banca ricorreva, per le specifiche valutazioni, a periti esperti del settore come principale riferimento, valutando di volta in volta l’applicazione di eventuali haircut.

Ai fini della predisposizione della semestrale consolidata al 30 giugno 2018 (approvata in data 3 agosto 2018) è risultato che la Banca (non essendo conclusa l’attività ispettiva e non avendo, in quel momento, ancora conoscenza del report di BCE neppure in forma preliminare) ha applicato i propri modelli contabili senza incorporare o riflettere i rilievi di BCE e senza modificare la metodologia di valutazione adottata per determinare gli accantonamenti delle posizioni oggetto di verifica.

Gli eventi successivi all’approvazione della semestrale 2018

In occasione della rendicontazione infrannuale al 30 settembre 2018, la cui approvazione è intervenuta in data 12 novembre 2018, la Banca, dopo aver analizzato il draft del rapporto ispettivo da parte della BCE ha ritenuto di riflettere nell’ambito del processo di stima del portafoglio creditizio le indicazioni provenienti dal team ispettivo. Analoghe considerazioni sono state effettuate dalla Banca nell’ambito delle analisi dei risultati ispettivi con riferimento alle garanzie rappresentate da particolari complessi industriali e terreni.

Nella predisposizione del resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018, si è quindi proceduto ad una puntuale analisi delle 147 posizioni oggetto delle richieste di maggiori accantonamenti, che ha dato luogo ad un corrispondente adeguamento (per ulteriori 160 milioni in aggiunta ai 37 milioni della Semestrale) dei medesimi accantonamenti. In tale contesto, i Commissari Straordinari di Banca Carige hanno conferito a consulenti esterni il mandato a effettuare approfondimenti in merito al processo di predisposizione della Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2018, con un particolare focus sulla valutazione dei crediti in relazione anche al flusso informativo intercorso tra gli ispettori BCE e la Banca nel corso dell’ispezione stessa. Gli esiti di tali approfondimenti hanno confermato l’esistenza delle debolezze evidenziate dagli ispettori della BCE nei processi della Banca sottostanti alla valutazione dei crediti con riferimento ai crediti esaminati analiticamente da parte del team ispettivo.

2. Conformità ai principi contabili di riferimento della semestrale 2018

Sulla base di quanto sopra gli attuali Commissari sono in condizione di affermare: a) che la solidità degli accantonamenti effettuati in sede di semestrale 2018 era obiettivamente indebolita dalle carenze procedurali sopra richiamate e che la consapevolezza di tali carenze (ovviamente rilevanti anche ai fini del rispetto dei principi contabili) avrebbe reso appropriato portare ad un più puntuale recepimento delle indicazioni ispettive anche se preliminari; b) che nella nota integrativa non poteva comunque essere evitato un chiaro riferimento sia alle conseguenze derivanti dalle succitate carenze procedurali sulla valutazione delle posizioni oggetto di ispezione sia all’entità della discrepanza fra gli accantonamenti effettuati e quelli richiesti e che le due circostanze non potevano che comportare la previsione di un rialzo dei medesimi accantonamenti una volta che i necessari approfondimenti fossero stati effettuati. Sulla base degli elementi anzidetti gli attuali Commissari non sono in condizioni di affermare che la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018 sia stata determinata in conformità ai principi contabili di riferimento applicabili all’informativa finanziaria infra-annuale (IAS 34).

Applicabilità dello IAS 8 alla situazione semestrale 2019

Fermo quanto sopra, gli attuali Commissari non sono tuttavia in condizioni di stabilire con un ragionevole grado di certezza quali fossero effettivamente gli accantonamenti da effettuarsi sulla base delle informazioni disponibili alla data della semestrale 2018. L’eventuale rivisitazione e rivalutazione ex post di scelte contabili in base ad informazioni esistenti in data successiva è un esercizio che presenta rilevanti criticità e incertezze in termini di concreta e corretta applicazione. Tali considerazioni inducono a ritenere impraticabile una riformulazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018. I Commissari sulla base di quanto esposto possono quindi affermare che non sussistano i presupposti per l’applicabilità dello IAS 8 alla relazione semestrale al 30 giugno 2019 con riferimento ai dati comparativi della semestrale 2018.

Raccomandazioni formulate dalla BCE con riferimento ai findings della verifica ispettiva ed azioni correttive avviate o poste in essere della Banca al fine di adempiere alle suddette raccomandazioni. Stato di implementazione di tali azioni correttive e tempistica stimata per il completamento delle medesime. Maggiori accantonamenti richiesti: importo di quelli recepiti e di quelli non recepiti in bilancio e motivazioni del mancato recepimento;

La Banca si è attivata con interventi di adeguamento per sanare le suddette debolezze, alcuni effettuati ed altri tuttora in corso. In particolare: sono state integrate le procedure informatiche con nuove funzionalità per garantire una più corretta identificazione dell’attributo “forborne” e della successiva riclassificazione in bonis delle posizioni; sono state predisposte nuove policy operative interne coerenti con l’attuale normativa in materia di credito deteriorato; sono in fase conclusiva le revisioni tecniche del processo di assegnazione degli staging in coerenza con l’IFRS 9 (completamento previsto per il 31 dicembre 2019); è stata predisposta una stima statistica degli haircut con alcune semplificazioni dovute all’attuale disponibilità delle basi dati.

Per quanto riguarda le altre carenze sopra riportate sono stati avviati piani di azione che prevedono tempistiche di completamento tra il primo e il quarto trimestre 2020.

Al 30 giugno 2019 sulle posizioni oggetto del perimetro ispettivo, risultano sostanzialmente recepite le riclassificazioni e gli accantonamenti addizionali richiesti in sede ispettiva. I residui disallineamenti sono essenzialmente giustificati dall’andamento regolare delle posizioni in bonis e dall’adeguamento del valore di bilancio, tenuto conto del prezzo di cessione per le posizioni deteriorate oggetto di cessione. I disallineamenti che residuano riguardano:

 11 posizioni per le quali risultano integralmente recepite le richieste di accantonamento e sono presenti unicamente disallineamenti con riferimento alla classificazione (2 in bonis e 9 NPL);

 27 posizioni per le quali risultano differenziali di svalutazione complessivamente pari a Euro 29,5 milioni: Euro 17,4 milioni riferiti a 4 posizioni in bonis e Euro 12 milioni riferiti a 23 posizioni NPL.

Oltre a quanto sopra rappresentato, relativamente all’intero perimetro ispettivo, 58 posizioni per le quali era stato richiesto un aggravio di Euro 48,9 milioni sono state cedute o chiuse mediante operazioni di saldo e stralcio e al 30 giugno 2019 residuano per tali posizioni saldi di importo molto limitato, in prevalenza off balance; inoltre, 78 posizioni presentano Euro 97 milioni di maggiori accantonamenti rispetto alle richieste ispettive, a dimostrazione di un processo di valutazione effettuato dalla Banca gestito secondo i propri processi valutativi».

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