Compagnie assicurative, aziende legate alla portualità e alla crocieristica, imprese specializzate nel software o nella ricerca di baby sitter o badanti.

C’era questo e molto altro nella prima giornata del career day, ospitato, per la prima volta, nel Palazzo della Borsa di via XX Settembre.

La location, durante il “sondaggio” di Liguria Business Journal a fine giornata, è stata promossa praticamente da tutti: meno confusione, più caldo, anche se lo spazio di movimento per i “cacciatori di teste” delle aziende non era molto ampio.

Il bilancio della prima giornata è molto positivo per alcuni, mentre altri si attendevano una maggiore partecipazione.

Sarà la nomea e il prestigio che si porta dietro, sicuramente la postazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia è stata tra quelle maggiormente prese d’assalto.

Meno d’appeal le aziende che offrivano una posizione puramente commerciale e senza “posto fisso”: riscontrata poca motivazione tra i candidati per una professione che non sembra essere vista neanche come trampolino di lancio o prima opportunità per “farsi le ossa”. Inoltre è stata riscontrata poca voglia di provarci tra i neolaureati.

Ai colloqui anche tante persone già avanti con l’età che hanno bisogno di una ricollocazione.

Qualcuno si aspettava maggiore affluenza. Un matching che non ha funzionato ha riguardato per esempio un’azienda di software, che ha visto pochissimi curriculum di informatici o l’impresa che cercava ingegneri navali: nessuno si è presentato.

Soddisfatto invece chi cercava ingegneri nel campo dell’energia e del gestionale, offrendo contratti di solida durata.

Particolarmente soddisfatti dai colloqui alcune famose aziende liguri: in ambito crocieristico sono state trovate figure interessanti non solo per il personale a terra, ma anche di bordo. Un’altra azienda ligure che cercava sia amministrativi, sia profili per l’import e l’export, ha trovato candidati che stanno studiando cinese, giapponese e arabo. Quest’ultima impresa, veterana del career day, solitamente comincia offrendo uno stage di 3 mesi più 3, per conoscere meglio il candidato, passando poi a un contratto di apprendistato professionalizzante.

Un centinaio le persone che si sono offerte per diventare baby sitter o badanti, meno frequenti i colloqui con infermieri.

Chi cercava figure qualificate, ma disposte a trasferirsi fuori Genova o all’estero non ha trovato troppe risposte e, nei pochi casi positivi, l’altro ostacolo era rappresentato dalla mancata conoscenza della lingua inglese. Altri invece, specializzati nella mobilità formativa e di lavoro all’estero, si sono detti particolarmente soddisfatti della varietà sia nell’età, sia nella professionalità, dei candidati.

Un suggerimento per gli organizzatori da parte di alcune aziende riguarda la disposizione delle postazioni: per alcuni sarebbe utile raggruppare le imprese per “tema”, in modo da fornire a chi si presenta un orientamento anche visivo.

Rispetto a un career day universitario i “cacciatori di teste” si sono trovati di fronte figure di ogni tipo, ma i feedback, anche per un’azienda ligure appena quotata in borsa e per un big della terminalistica ligure, sono stati molto buoni.

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