Meglio il 2% di un grande mercato piuttosto che la metà di uno piccolo. Con questa filosofia la genovese Tripix punta a ritagliarsi il proprio spazio nel mega-business delle app, in particolare quelle rivolte agli sportivi e agli amanti del fitness.

«Un mercato, quello delle app di fitness, che si è impennato del 30% negli ultimi anni a livello mondiale – spiega il ceo Giovanni Ciferri – e ancora in forte crescita: negli Stati uniti le persone spendono 3 miliardi di dollari all’anno in applicazioni di questo tipo. Un trend in espansione anche in Europa e in Italia, non ancora a questi livelli, ma ci arriveremo presto». Tripix punta a farsi trovare pronta.

La startup genovese è nata solo pochi mesi fa grazie alla volontà di Ciferri di tornare in Italia dopo un’esperienza di tre anni come manager in un’azienda tecnologica svizzera, in cui a soli 28 anni di età gestiva un team di 15 persone: «Una cosa impensabile in Italia: all’estero la mentalità imprenditoriale è davvero di un altro pianeta», commenta. La voglia di crescere e di creare qualcosa di suo ha però prevalso, e con questo anche il desiderio di tornare in Italia: «Ero indeciso se proseguire la mia esperienza in un altro Paese, magari negli Usa, o tornare in Italia. Ma prima di tutto avevo bisogno di un team: mi ha seguito nell’impresa il mio collega Stefano, che lavorava con me in Svizzera, anche lui desideroso di una nuova sfida». Così, insieme a Giovanni Ciferri e Stefano Manzoni, attuale coo di Tripix, si è poi unito anche Stefano Cortese, cto della startup. Tutti under 30.

«All’inizio di quest’anno abbiamo cominciato a valutare l’opzione Paese estero, ma poi ci ha convinto a scegliere l’Italia la nostra normativa per le startup, davvero competitiva. Inoltre nel nostro Paese il capitale umano, di grande qualità, ha costi decisamente inferiori rispetto all’estero». Supportati per la parte economica da due investitori, uno svizzero e uno italiano, Tripix doveva solo trovare la città in cui affondare radici: «Abbiamo valutato Milano, Torino e Bologna – racconta Ciferri – Ma alla fine abbiamo deciso di tornare alle mie origini, scegliendo Genova: qui, del resto, abbiamo constatato la scarsa presenza di startup del nostro settore, cioè sviluppatori di software e prodotti digital puri». La sede della startup è in viale Brigata Bisagno.

A pochi mesi dall’avvio, Tripix ha già sviluppato due applicativi in ambito sportivo, tra cui l’originale app FantaTennis: «Nata un po’ dalla nostra passione per questo sport, ma soprattutto per metterci alla prova con il lancio di un primo prodotto per iOS e Android, questa app ha avuto molto successo: nel mese di luglio ha addirittura raggiunto i 2 milioni di contatti in occasione del torneo di Wimbledon».

E ora la startup punta a ritagliarsi la propria fetta di mercato nel business in maggiore espansione, con il lancio Buddyfit: «Una app di fitness in abbonamento – spiega Ciferri – una sorta di personal trainer tascabile. Poiché spesso chi preferisce il fitness “fai da te” piuttosto che recarsi in palestra, tende poi a isolarsi, perdendo magari il ritmo dell’allenamento, abbiamo pensato a un prodotto nuovo, con cui l’utente possa entrare in contatto diretto con un personal trainer vero e proprio, il quale fornisce una scheda e un programma di lavoro personalizzato. L’utente può così allenarsi come vuole, dove vuole e allo stesso tempo entrare in contatto con altre persone».

L’app verrà rilasciata entro fine novembre: «Per ora solo in versione iOS, l’anno prossimo sarà disponibile anche per Android», precisa Ciferri. Tripix sta inoltre lavorando in partnership con una grande azienda per lo sviluppo di una nuova app in ambito sportivo, ma su questo Ciferri non fa trapelare ancora nulla: «Per ora il progetto è top secret».

Una rapida crescita e tanti progetti in fieri che hanno consentito alla startup genovese di ampliare il team già negli ultimi mesi, assumendo altri due giovani: «Ed entro l’estate 2020 vorremmo inserire nell’organico altre cinque persone», sostiene Ciferri.

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