Cinque progetti comunitari per migliorare la sicurezza marittima sono stati presentati a Genova. Riuniti in un unico raggruppamento, sono stati finanziati per circa 10 milioni di euro nell’ambito del programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020.

Omd, Sinapsi, Iside, Alacres2, Lose+, questi i nomi dei progetti, di cui Regione Liguria e Università di Genova sono parte integrante se non capofila.

I progetti – Omd

Omd è l’acronimo di “Observatoires des Marchandises Dangereuses“, come spiega Iacopo Riccardi, funzionario Porti e logistica di Regione Liguria (capofila del progetto): «Andremo a realizzare un osservatorio, una piattaforma informatica transfrontaliera per monitorare e migliorare il controllo del traffico delle merci pericolose via mare. Il settore è molto normato, la capitaneria di porto fa già un ottimo lavoro, ma ci sono spazi di miglioramento, sia sulla prevenzione, sia su alcuni aspetti: non esiste la formula che calcola l’effetto domino in caso di incidente». Per esempio, se vicino a una merce pericolosa ce ne sono altre meno pericolose, non c’è un modello che calcola l’effetto potenziato. «Abbiamo ricevuto un forte supporto dalla capitaneria di porto – afferma Riccardi – per essere sicuri che ci saranno prodotti tecnicamente stabili, abbiamo intenzione di creare una piattaforma webGis che o su dato statico a due mesi o in tempo reale, possa aiutare nella prevenzione di incidenti».

Il progetto è iniziato il primo aprile e dura 36 mesi, ha un budget poco più di 2 milioni di euro, di cui 1,7 di fondi Fesr. «Abbiamo avviato attività tecniche nei primi mesi e nei prossimi giorni sigleremo un protocollo con la capitaneria di porto per disporre dei dati che gestiscono e definire le mappe di rischio», dice Riccardi.

Uno degli obiettivi, nella parte conclusiva, sarà quello di realizzare un piano di sostenibilità, per quantificare i costi di tenuta dell’Osservatorio una volta terminato il finanziamento. «Avvieremo interlocuzioni a lvello ministeriale – aggiunge Riccardi – per individuare il gestore della piattaforma».

Gli altri partner sono Toulon Var Technologies – System, Centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture dell’Università di Genova, Camera di Commercio del Var, Università di Cagliari, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.

I progetti – Sinapsi

Un recente report del ministero dei trasporti ha certificato che nel 2017 sono avvenuti 270 incidenti in mare, di cui il 40% interni all’area portuale. Per questo l’esigenza di prevenzione è particolarmente sentita: occorrono informazioni per facilitare le operazioni in mare. Un esempio: «Il porto di Genova ha subito un importante lavoro di dragaggio – spiega Marco Capello del Distav (dipartimento di Scienze della terra dell’ambiente e della vita) dell’Università di Genova, capofila del progetto – i piloti e i comandanti dei rimorchiatori, si sono resi conto che sono cambiate le condizioni delle correnti in porto. Per questo hanno chiesto all’Autorità di sistema portuale richiesta di fornire loro queste informazioni e noi abbiamo avuto la fortuna di lavorarci».

Il caso ha voluto che questo progetto si potesse inserire nel programma Interreg Marittimo perché nella terza call, chiusa nel 2018, era elencata anche la sicurezza nei porti e nel mare: «Abbiamo creato un partenariato con l’Istituto di scienze marine del Cnr, l’Università di Tolone, l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, il Consorzio Lamma, la Camera di Commercio del Var, l’European Research Institute», elenca Capello. L’obiettivo: unire la parte modellistica con degli strumenti all’interno delle aree portuali, in modo da fornire, tramite app, informazioni sulle condizioni in porto in tempo reale. I porti coinvolti sono quelli di Genova, La Spezia, Livorno, Piombino e Tolone.

Il progetto è cominciato il primo di aprile 2019 e terminerà il 31 marzo 2022. Ha un budget totale di 2,1 milioni di cui 1,8 derivanti da fondi Fesr.

«I primi sei mesi sono serviti per terminare le pratiche amministrative – dice Capello –  dal primo ottobre abbiamo cominciato ad acquisire la strumentazione e i dati per implementare il sistema».

La speranza di Capello e degli altri partner è che il progetto vada avanti anche dopo la fine del finanziamento: «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a mantenere attivo il sistema anche oltre i tre anni, sperando che l’Adsp si faccia carico della manutenzione dei sistemi».

I progetti – Iside

Innovation pour la sécurité de la mer, ossia innovazione per la sicurezza in mare, ha come capofila l’Università di Cagliari. L’obiettivo è sviluppare modelli di comunicazione innovativi che utilizzano le tecnologie Ict (information and communication technology). Iside metterà a punto modelli e protocolli di comunicazione condivisi, sia vocali, sia audiovisivi, in modo da evitare le interpretazioni errate o ambigue della comunicazione durante le situazioni di emergenza.

Gli altri partner sono Siit (Sistemi intelligenti integrati e tecnologie), l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, Navigo Sarl, Camera di Commercio di Bastia e dell’Alta Corsica, Camera di Commercio del Var, Comando generale del corpo delle capitanerie di porto – guardia costiera.

Il progetto è cominciato il 31 maggio 2019 e terminerà il 30 maggio 2022. Il budget totale è di 2,3 milioni, di cui 1,9 di fondi Fesr.

I progetti – Alacres2

Creare un laboratorio permanente in grado di identificare, testare e convalidare le procedure integrate di gestione delle emergenze in caso di incidenti o crisi accaduti nelle fasi di carico e scarico di merci e sostanze pericolose in aree portuali. Questo l’obiettivo di Alacres2, che ha come capofila l’Università di Genova. Attraverso la realtà aumentata si potranno riprodurre due tipologie di incidenti (incendio, esplosione di un serbatoio, attacco terroristico), nei porti coinvolti.

«In questo modo – spiega Agostino Bruzzone, uno dei referenti del progetto – potremo combinare diversi modelli e garantire un elevato livello di affidabilità dei protocolli di gestione in caso di incidente da parte di soggetti diversi, come i vigili del fuoco o la capitaneria, per esempio».

I partner del progetto sono, oltre all’Unige, Arpal, l’Università di Cagliari, la Camera di Commercio del Var, la Camera di Commercio di Bastia e dell’Alta Corsica, il Consorzio universitario in ingegneria per la qualità e l’innovazione, la direzione regionale dei vigili del fuoco per la Sardegna, il comando generale del corpo delle capitanerie di porto – guardia costiera.

I progetti – Lose+

Lose sta per Logistica e sicurezza del trasporto merci. Si occuperà di gestione delle merci pericolose in ingresso e uscita dai porti nell’area di cooperazione.

Si comporrà di un insieme di azioni congiunte per definire sistemi informativi, tecnologici e formativi, riguardanti il monitoraggio, le procedure di trasporto e della movimentazione delle merci pericolose, nonché protocolli di intervento per la gestione delle emergenze partendo dai risultati del progetto Lose.

Si prevede la realizzazione di 4 sistemi comuni per la sicurezza della navigazione e del monitoraggio delle merci pericolose in Liguria, Toscana, Corsica e Sardegna, oltre che di un laboratorio per migliorare la gestione delle emergenze transfrontaliere (sicurezza dei passeggeri, evitare sversamenti in mare eccetera).

Capofila del progetto è l’Università di Genova (Dibris, dipartimento di Informatica, bioingegneria, robotica, ingegneria dei sistemi), gli altri partner sono il Comune di Genova, la Provincia di Sassari, la Provincia di Livorno, l città di Ajaccio. Il progetto è cominciato il primo aprile scorso e terminerà il 31 marzo del 2022. Il budget totale è di 1,8 milioni di cui 1,5 di fondi Fesr.

 

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